Finale-scudetto Volley Maschile

Gli umbri hanno piegato al quinto set la resistenza degli ospiti davanti agli occhi del pubblico presente in un PalaEvangelisti praticamente sold out. Il team marchigiano giunto alla 18 partecipazione alle fasi finali e alla terza finale scudetto della sua storia è più abituato a gestire la tensione. La giovanissima società di Perugia che aveva bruciato in pochi istanti , con complicità dell’emozione, quanto di buono fatto nei 3 set perfetti della Gara 1, in questo secondo round ha dimostrato di essere matura quanto basta per far tremare i veterani. A muro Rocco Barone, il centrale orgoglio perugino, ha contenuto il capitano-zar Zaytsev, che esordì proprio con la maglia del Perugia in veste di palleggiatore prima di dirottare la carriera all’attacco. Standard di qualità elevatissimi, la partita si è giocata su pochi bei punti e su tanti video check.

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Nel primo set Stankovic non è riuscito a leggere gli attacchi centrali di Barone e nessuno è riuscito a frenare l’aggressività di Aleksandar Atanasijevic, match winner per la Sir con 27 palloni a terra e il il 57% di rendimento in attacco. Perugia saliva sopra di 5 punti, poi si tornava dinuovo in eqilibrio: 19 pari. Rimessa in carreggiata la squadra di Giuliani, anche grazie alle formidabili rapidissime traiettorie dello zar che ruba il tempo di piazzamento al muro. Si va punto a punto e già dal primo set si è bloccati: 22 a 22. E’stato l’eroe serbo a piazzare la zampata decisiva per il set.
Nel secondo i Block Devils infuriati con determinazione e grazie ad ottimi rendimenti anche in servizio hanno messo il muso davanti. Ace di Zaytsev, ace di Parodi, fino alla risposta di Macerata. 4 set point per pareggiare i conti: viene annullato il primo, poi a rete il servizio di Atanasijevic indotto all’errore dal time-out strategico stavolta è andato a favore degli avversari.
Anche il terzo si è deciso negli scambi finali, tutto di alto livello. Ottima intesa del palleggiatore Monopoli con il suo centrale: la sette ha funzionato alla perfezione. Stampata sul 24-23 di Stankovic su Atanasijevic a cui è seguita la fast chiamata dl registaper il suo centrale. Anche Jiri Kovar con la sua continuità ha messo il timbro sul set.

Continuità che si è azzerata nel quarto, qui è tutto nel segno della Sir che ha conquistato il tie break con smerito. Lode a Petric (20 punti in partita) ed una squadra che si è fatta guidare dalla passione di Boban Kovac e al capitan Vujevic che ha saputo dosare le forze.
Sul 2 pari si è chiuso il sipario con un finale emozionante. Chi ha potuto si è goduto un quinto set mozzafiato, in particolare con un’azione da brivido sul 2 a 2. Non importa a chi è finito il punto perché lo scambio in apnea è tutto da rivedere, forse la più bella azione del campionato. Si gioca ogni rimbalzo. Alla fine a chiudere i giochi è stato un servizio incredibile di “Magnum” Alex Atanasijevic che ha preso il break, una fucilata che ha lasciato immobili i ricevitori. Hanno seguito 2 set point, e, con Monopoli in battuta la prima azione utile è quella che ha scatenato l’euforia di tutto lo stadio. Grande recupero della Sir che ha riaperto i conti: il sestetto umbro si è imposto per 3-2 con i parziali di: 25-23, 21-25, 23-25, 25-19, 15-12. Si riapriranno le danze ad Osimo il 1 maggio per la Gara 3, si parte da questa premessa: se Macerata è una squadra costruita per vincere, Perugia ha dimostrato di non essere da meno e le attese per un altro grande match salgono alle stelle.

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Daniela Lazzari

Giornalista per sport’ nel senso letterale, ma anche metaforico del termine… Da diversi anni si aggira nei meandri della redazione per infastidire colleghi e mettere a disagio i lettori. Ci sta riuscendo alla grande. Questo la spinge a proseguire e a perseverare con devozione nel suo lavoro. Interessi? Tanti. Se fai molte cose, si sa, finisci per farne bene poche. Forse blaterare on line di sport e tutto il resto è una di quelle poche. Difetti? Troppi. Pregi? Non troppi. Diceva il buon vecchio Einstein : “Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L'altro è pensare che ogni cosa è un miracolo”. Il fatto che stiate ancora leggendo queste righe ha un ‘non so che’ di miracoloso…

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