Federer ferma il tempo anche a Miami

ATP MIAMI – Prosegue l’incredibile 2017 di Roger Federer. Il Genio completa a Miami il Sunshine Double, annullando due match point nei quarti, uscendo indenne da una dura semifinale e battendo ancora una volta Nadal. Ora si prenderà un po’ di riposo. Magnifico torneo di Fognini, giunto in semifinale. La Konta vince il femminile.

È il 2017 ma sembra il 2006, l’ultimo anno in cui Federer aveva vinto i primi tre grandi tornei della stagione. La sua rinascita non finisce di sorprendere: è tornato ad alzare il trofeo dell’ATP Miami 11 anni dopo, malgrado la stanchezza, il caldo umido e le condizioni di gioco più lente rispetto a Indian Wells. Ha sconfitto Nadal, sua storica nemesi, per la quarta volta consecutiva, la terza nel 2017, accorciando a 14-23 il parziale dei loro scontri diretti. Ora si riposerà fino al Roland Garros, che giocherà con leggerezza in attesa di Wimbledon.

atp miami

Fabio Fognini

È stato però anche il torneo di Fabio Fognini. Nessuno si aspettava la sua cavalcata fino alla semifinale, favorita da tabellone e circostanze, ma rimarchevole, a eguagliare Montecarlo 2013, suo miglior risultato nei Mille. Ha esordito con un buon successo con Harrison, battuto Sousa in tre set pur avendo complicato il primo parziale. Il match chiave è stato quello con Chardy. Il francese vale più della sua classifica e ha attitudini ideali per questi campi. Fabio lo ha sconfitto in rimonta 6-4 al terzo annullando con il dritto due palle del contro-break sul 5-4. Con Young è stato impeccabile, Nishikori un’occasione sfruttata magistralmente, essendo il giapponese alle prese con le consuete problematiche fisiche. È arrivato in semifinale con Nadal forse appagato, sicuramente stanco. Ha lasciato il primo set e si è giocato il secondo, equilibrato ma senza chance, tranne forse il 4-3 in suo favore 40 pari sul servizio maiorchino. Risale al n.28, dovrebbe essere testa di serie al Roland Garros, può attendere la paternità e preparare Davis e stagione sul rosso con una fiducia alle stelle.

A parte un primo set perfetto di Kohlshreiber, che lo ha lasciato a 0 in avvio 3° turno, Nadal non ha faticato per giungere in finale. Ha giocato un tie break con Mahut e rimandato al mittente le ambizioni di Sock nei quarti.

Diverso il cammino di Federer, meno brillante rispetto alla California. Lo svizzero è stato più impegnato da Tiafoe che da DelPotro, ha giocato male e prevalso in due tie break con Bautista per approdare ai quarti. Quello con Berdych è stato lo snodo del torneo. In crisi da inizio stagione, il ceco è stato dominato nel primo set ma poi ha ritrovato l’antica pesantezza dei colpi e vinto il secondo. Federer è salito 5-3 nel parziale conclusivo e ha servito per il match giocando forse il peggiore game della carriera. Sembrava lento e spento e, quando nel tie break Berdych è salito 6-4, pareva essere l’epilogo. Il ceco si è invece consegnato fino al doppio fallo sul match point.

Questo Roger pareva non avere molte speranze contro Kyrgios, finalmente centrato. La loro semifinale è stata forse il migliore incontro del 2017, 3h10′ per tre tie break, match due su tre con più punti nella carriera dello svizzero. Anche il loro precedente scontro diretto era finito col massimo dei games. Allora aveva vinto l’aussie, ma nell’ATP Miami ha sciupato nel set iniziale l’unico break di vantaggio della serata e nel primo dei tre prolungamenti ha ceduto 9-11. Nel secondo tie, Roger saliva 5-3, ottenendo due match point, ma un passante di dritto di Nick gli regalava l’11 a 9. Il terzo è stata una lunga attesa del tie break. Kyrgios andava 3 a 1, serviva poi sul 5 a 4 ma commetteva due gratuiti che davano a Federer la possibilità di chiudere col servizio.

La finale è stata condizionata dal caldo, dal vento e fatti salvi alcuni grandi colpi, non è stata spettacolare. Federer non è riuscito a marcare la differenza con il servizio, ma ha dominato col dritto riuscendo a tenere il match su canoni a lui favorevoli. Rafa è una buona versione di sé, ma rispetto ai suoi migliori livelli sbaglia troppo: inaccettabili gli 8 gratuiti in più rispetto a Roger (23 a 15).

Il primo set si è giocato sul filo dell’equilibrio e delle palle break: 4 per Nadal e 3 per Federer nei primi sette games. Sul 4-3 lo svizzero ha allungato grazie al dritto e chiuso 6-3. Rafa si è salvato con gran classe dalla resa nel settimo game del secondo, ma sul 4-4 un nastro favorevole ha dato a Federer una palla break in cui ha piazzato una risposta profonda andando a servire per il match. Sul 5-4 0-15, momento della verità, abbiamo assistito a uno di quei colpi che spiegano l’essenza del Genio. Lungo e duro scambio, di quelli che piacciono a Nadal e che se perduti possono rimettere in gioco tutto. Federer lo ha risolto a suo favore con un rovescio di contro balzo impossibile anche solo da pensare per chiunque altro. Un dritto splendido gli ha regalato match point e col servizio ha completato l’opera, 6-3 6-4.

La Gran Bretagna non aveva Murray, ma ha vinto il torneo femminile con la Konta, capace di dominare con 33 vincenti una rediviva Wozniacki.

Twitter: @MicheleSarno76

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