Dybala trascina la Juventus, la Lazio affonda

Verso le 22 e 40 un pesante scroscio di fischi, non previsto dai meteorologi, si abbatte sull’Olimpico di Roma e a farne le spese sono gli uomini di Pioli. Per la Lazio è arrivata la quinta sconfitta nelle ultime sei partite mentre per la Juventus si tratta della quinta vittoria consecutiva. Tutta nel segno di Dybala che prima propizia l’autorete di Gentiletti, poi s’inventa il raddoppio.

dybala

Dybala in azione

La partita riassume il periodo recente di entrambe le squadre e se si potesse disegnare assomiglierebbe a due parabole: una ascendente, quella della Juventus, l’altra discendente, quella della Lazio. Questo parallelo troverebbe conferma, non solo nei risultati ottenuti, ma anche nel gioco espresso. Infatti, ancora una volta, è emersa la manovra lenta e incerta dei biancocelesti che si sta traducendo nella difficoltà a trovare la rete. Non a caso l’unico gol, nelle ultime quattro partite, è arrivato su rigore. Le due frecce, Candreva e Felipe Anderson, che avevano incantato, non solo i tifosi laziali, appaiono ombre sul campo. Sembrano non trovare più quella brillantezza e quelle giocate tali da accelerare e alzare qualitativamente il gioco delle aquile da cui deriva la sofferenza e la solitudine delle punte. Anche lo stesso Klose, campione indiscutibile, ne è stato risucchiato. Mister Pioli, per tamponare questa emorragia, da qualche partita, ha provato a spostare in alto il classico vertice basso del centrocampo cercando di dare più assistenza sia alla punta sia alle due ali. Tatticamente la scelta ricade su Milinkovic-Savic ma la ferita continua a sanguinare, anche stasera.

Tutt’altro discorso per la Juventus di Allegri. I bianconeri, ogni partita che passa, cominciano a trovare sempre più certezze e quella di maggior rilievo è la solidità del reparto difensivo. Per condurre un parallelo con la Lazio, se questa, come abbiamo detto, ha segnato un gol nelle ultime quattro partite, la Juventus ne ha subìto solamente uno. Da qui si è posta la base della crescita dei singoli, su tutti Paulo Dybala. Sempre più decisivo e indispensabile, il giovane argentino sta scrivendo poesia sul campo come il gol di stasera: lo stop sbagliato (Dybala stesso lo dichiara dopo in un’intervista), la palla si alza, ricade sul ginocchio, la tocca appena, la palla si rialza, però poco più avanti e mentre scende bacia il mancino da cui nasce una traiettoria sinuosa che si gonfia fino a morire dolcemente, a fil di palo, oltre la linea di porta. A fianco a questo giovane Borges, la cattiveria, la fame e il sacrificio di Mandzukic. Dietro a loro spiccano le prestazioni di Alex Sandro, non più oggetto del mistero, e di Asamoah, impeccabile nel sostituire lo squalificato Pogba. Insomma è un venerdì bianconero, quello che apre la quindicesima giornata della Serie A.

Twitter: @Francesco Nespoli

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Francesco Nespoli

Laureato in lettere moderne all'università di Torino e in "Editoria e Scrittura" alla Sapienza. Appassionato di vari sport tra cui calcio, tennis e rugby ma di gran lunga il preferito non è tra questi. Si tratta, invece, del buon, caro, vecchio, sano subbuteo (s'intenda che parlo dell'old subbuteo e non della variante moderna definita con un asettico e privo di fantasia "calcio da tavolo"). Idolo indiscusso non può che essere l'ornitologo Peter Adolph accompagnato da P. P. Pasolini e dal cinico Nanni Moretti (quello di Palombella Rossa, in particolare).