Champions: Juventus nervosa e insicura, 1-1 contro il Gladbach

La Juventus di rosa vestita si blocca sull’1-1 al Borussia Park. A Johnson risponde Lichtsteiner. Un pareggio prezioso considerando la sconfitta del Siviglia. La classifica vede i bianconeri a quota 8, di una lunghezza dietro al City, a distanza seguono il Siviglia a 3 e il Borussia a 2. Ora alla Juventus basta un pari contro il Manchester City nella prossima gara casalinga per garantirsi la qualificazione.

Juventus in 10

L’espulsione di Hernanes

Nonostante questa notizia positiva, che dovrebbe far sorridere mister Allegri, la Juventus, che scende in campo tedesco è una Juventus poco lucida, nervosa e insicura. La manovra non si accende e la mancanza di Khedira a centrocampo, perseguitato dall’ennesimo infortunio, si fa sentire. L’ex Real Madrid, quando presente, ha dato la netta sensazione di infondere sicurezza non solo al reparto mediano ma a tutta la squadra. Per sopperire alla sua assenza Allegri decide di rinfoltire il centrocampo e la sua ossessione per il trequartista riemerge. Prova Hernanes. L’esperimento fallisce miseramente: il brasiliano non trova il ritmo e la posizione giusta, si innervosisce e conclude la sua gara con un pazzo e insensato intervento che gli costa il rosso lasciando i compagni in 10. Sì, in 10 come il 10 che dovrebbe indossare un trequartista. E in campo c’è l’uomo che lo indossa: Pogba. L’assist a Lichtsteiner è puro genio come l’elastico verso la metà del primo tempo, da vero 10 ma non è ancora abbastanza. Non è ancora abbastanza perché si ostina troppe volte nel chiudersi nel gesto bello di per sé (e poche volte utile): si tratta dell’insostenibile leggerezza del 10. Così tutta l’incertezza del trequartista si ripercuote sul modulo che cambia molto frequentemente: dall’usurato e ormai non più così solido 3-5-2 al traballante 4-3-3 fino all’agognato 4-3-1-2. E in mezzo a questa confusione spicca la solidità, la personalità del monumentale capitan Buffon che, per l’ennesima volta, salva i bianconeri con almeno due parate decisive.

Alla luce dei due pareggi con il Borussia M. l’ipotesi della natura bipolare della Juventus, quella nervosa e insicura della Serie A e quella brillante e fresca della Champions, vacilla pericolosamente. Infatti con il senno di poi la vittoria in campo inglese è sì, stoica e storica, ma ottenuta grazie a un colpo individuale di Morata e la vittoria casalinga contro il Siviglia è più demerito degli andalusi entrati in campo scarichi e svogliati. Dunque c’è una sola Juve: insicura, nervosa e giovane. Allegri lo sa e non poteva meglio descriverla se non raccontando quest’aneddoto: “poi bisogna crescere, non si può stare 3 minuti fuori con un giocatore che si deve cambiare i calzini … E su questo mi sono molto arrabbiato però purtroppo anche lì son ragazzi e bisogna farglielo capire”. Si trattava di Morata.

Twitter: @Francesco Nespoli

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Francesco Nespoli

Laureato in lettere moderne all'università di Torino e in "Editoria e Scrittura" alla Sapienza. Appassionato di vari sport tra cui calcio, tennis e rugby ma di gran lunga il preferito non è tra questi. Si tratta, invece, del buon, caro, vecchio, sano subbuteo (s'intenda che parlo dell'old subbuteo e non della variante moderna definita con un asettico e privo di fantasia "calcio da tavolo"). Idolo indiscusso non può che essere l'ornitologo Peter Adolph accompagnato da P. P. Pasolini e dal cinico Nanni Moretti (quello di Palombella Rossa, in particolare).