Il gruppo D ci regala la Spagna agli ottavi di finale

Lo sapevamo tutti che le partite di ieri sera del girone D ci avrebbero riguardato da vicino. Sapevamo che da Croazia-Spagna sarebbe uscito il nostro avversario lunedì pomeriggio a Parigi in ottavi di finale. Era tutto chiaro, tranne che la Croazia avrebbe battuto la Spagna. E alla fine, per un gol di Perisic nel finale, avremo un ottavo di finale tra Italia e Spagna, che assomiglia tanto a una finale anticipata e mostra il forte sbilanciamento del tabellone di questi Euro 2016. Per gli azzurri, qualificati come primi dopo due sole partite, la prospettiva è quella di un cammino che potenzialmente propone Spagna, Germania ai quarti e Francia in semifinale. Non esattamente un capolavoro da parte di chi ha disegnato e assortito questo tabellone.

REPUBBLICA CECA-TURCHIA 0-2

gruppo dMa partiamo da Repubblica Ceca–Turchia. Il miracolo turco non è ancora completo, ma Fatih Terim è già un bel pezzo avanti: i suoi ragazzi battono 2-0 la Repubblica Ceca, conquistano il terzo posto e si avvicinano alla qualificazione agli ottavi dopo aver perso le prime due partite del girone. Con 3 punti e una differenza reti di -2 spera nel ripescaggio in extremis come migliore terza: se dal gruppo E e dal gruppo F una sola terza classificata farà peggio di lei, la nazionale della mezzaluna non abbandonerà Euro 2016. Chi invece tornerà a casa sarà la Repubblica Ceca: le bastava vincere per essere certa di passare e forse era così tanta la sicurezza di farlo che è arrivata la sconfitta.

Alla fine più che i gol di  Yilmaz e Tufan, è stato l’atteggiamento complessivo delle due squadre a fare la differenza: gli uomini di Terim, motivati come non mai dall’Imperatore, sono entrati in campo provando a regalare l’ultima gioia ai propri tifosi, lottando su ogni pallone e sopperendo così a un’organizzazione tattica non sempre impeccabile. La Repubblica Ceca invece è stata forse troppo supponente. Ha creduto di poter dominare e irridere i propri avversari, creando una macchietta della Spagna, senza però avere la tecnica e i giocatori della Spagna. Alla fine hanno perso, regalando qualche ora di speranza alla Turchia, che, per quanto visto ieri sera meriterebbe almeno la possibilità di giocarsi gli ottavi di finale.

CROAZIA-SPAGNA 2-1 (Perisic ribalta tutto)

E arriviamo alla maledetta Croazia-Spagna, la partita che ha fatto disperare tutti i tifosi italiani, decisa da un gol di Ivan Perisic. 2-1 per i croati, primo posto nel girone D e soprattutto lato destro del tabellone conquistato. La finale di Parigi, al netto delle squadre rimaste non sembra un’utopia. A Bordeaux tutti i gol sono italiani, in una triplice sfida in salsa Serie A, tra Juventus, Fiorentina e Inter. Il bellissimo gol del vantaggio di Morata (che in realtà da oggi è tornato un giocatore del Real Madrid) al pareggio del viola Kalinic, fino alla rete decisiva dell’interista Perisic. E dire che tutto questo poteva essere evitato. Sarebbe bastato il gol di Sergio Ramos al 72′. Il difensore del Real Madrid ha dal dischetto la palla del 2-1, ma si fa parare il rigore. Poteva essere il gol della sicurezza, il gol della tranquillità azzurra. In realtà si trasforma nell’immagine cult della serata magica della Croazia. Si attendeva una gara dall’alto tasso tecnico e alla fine così è stato. Si sono viste giocate da applausi da due squadre che hanno nel reparto offensivo talento come poche altre. Una nota positiva per l’Italia però c’è: la Spagna non sembra essere quella imbattibile bicampione d’Europa. Si sono viste molte disattenzioni difensive, sia nell’organizzazione che nei singoli. Gli spagnoli avanti ancora insegnano calcio, ma dietro ballano molto. Piccole incertezze, minime incrinature di un meccanismo perfetto. Ma dovremo aggrapparci a qualcosa per la sfida di lunedì a Parigi. Conte ha preso appunti e siamo certi che quanto successo nella finale di Euro 2012, a Saint-Denis lunedì, sarà solo un brutto ricordo.

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Twitter: @MarcoJuric

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Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.