Strage di Dacca: chi erano gli attentatori

Stanno piano piano uscendo maggiori informazioni sugli attentatori del caffè di Dacca, dove hanno perso la vita 26 persone, tra civili e poliziotti, tra cui nove italiani. Il commando che ha assaltato il caffè della capitale del Bangladesh era composto da cinque persone, di cui la polizia ha pubblicato nomi e fotografie: Akash, Badhon, Bikash, Don e Ripon. Giovani assassini tutti cresciuti non in madrase – l’istruzione formativa islamica – ma ricchi rampolli di famiglie benestanti bengalesi, che avevano frequentato istituti internazionali e rinomati.

Nibras IslamUno dei terroristi, Nibras Islam, era un giovane nato in una famiglia molto facoltosa, dalla quale aveva interrotto tutti i contatti da gennaio scorso. Un ragazzo ricco che frequentava ambienti abbienti della comunità bengalese. In un video postato su Facebook più di un anno fa, si vede Nibras con una stella di Bollywood, tale Shraddha Kapoor. Una situazione dove l’attentatore si dichiara perfetto ed esulta perché le ha stretto la mano: “Sei bella”. Insomma situazioni di vita, comuni a moltissimi giovani di oggi. Anche gli altri componenti del commmando, tutti di età compresa tra i 20 e i 21 anni, provenivano da famiglie benestanti ed erano passati attraverso alcune delle scuole più esclusive della città, la Scholastica e la International Turkish Hopes School.

Un altro presunto componente del commando sarebbe però Meer Saameh Mubasheer. Anch’egli studente, anch’egli benestante. Prima di scomparire era stato avvistato l’ultima volta a fine febbraio di quest’anno proprio nel quartiere di Gulshan, lo stesso della strage. Addirittura il terzo attentatore sarebbe stato identificato attraverso testimonianze di amici ed ex compagni scuola. Il suo nome sarebbe Rohan Imtiaz, figlio di uno dei leader del partito di governo della premier bengalese Sheikh Hasina. Rohan, come tutti gli altri membri del commando, ha fatto perdere le sue tracce alcuni mesi fa. Il 21 giugno suo padre aveva anche chiesto notizie del figlio scomparso, pubblicato su Facebook un post di una foto che li ritraeva assieme.

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Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.