Stile Marzotto: dai caftani ai vistosi gioielli

Ho un ricordo fino all’ultimo di grande ottimismo, di fame della vita, di voracità verso la vita. Ha voluto sapere giorno per giorno le avventure di vita di ognuno di noi figli e dei nipoti. Ci ha sempre spronato ad andare avanti, faceva sempre il il tifo per nuove iniziative, per mettere a frutto i propri talenti“. Così il figlio Matteo ricorda Marta Marzotto. La signora dei salotti ci ha lasciati all’età di 85 anni, ma rimane un’icona di stile: nel 2011 infatti le fu dedicata una mostra dal titolo “La musa inquieta. Vita, arte e miracoli di Marta Marzotto”. Lo stile Marzotto, sempre colorato, alternativo e mai sobrio, si è sempre contraddistinto per la sua eccentricità:

stile marzotto

Caftani: piuttosto ampi, sempre coloratissimi e super chic, la Marzotto ne possedeva circa un migliaio. Secondo quanto racconta l’amica Marta Brivio Sforza l’ultimo abito classico della Marzotto risale al 1991 e si trattava di un vestito disegnato dalla figlia Paola, di colore argento, ricamato con jais. Poi si innamorò dell’etnico e cominciò quindi a sfoggiare quei particolarissimi caftani che oggi tutti ricordiamo.

stile marzotto

Gioielli: sempre molto vistosi, si va dalle collane corte e lunghe con tante perle, croci e madonne, ai grandi orecchini, perlopiù pendenti.

stile marzotto

Colbacco: il must dell’inverno dello stile Marzotto, indossato spesso con le amate pellicce.

stile marzotto

Ventagli: sempre coloratissimi, erano il must dell’estate.

stile marzotto

Scarpe: no al tacco, sì a scarpe basse, come sandali rasoterra, babbucce di velluto o espadrillas.

Dunque uno stile eccentrico, alternativo, ma sempre raffinato che ha fatto della Marzotto un’immortale maestra di stile. Enzo Miccio la ricorda così: “È stata di una generosità con me infinita; in ogni momento della mia carriera lei mi è stata vicino: quando ho aperto il mio primo studio nel 2000 l’ho inaugurato con lei. Era venuta con l’entusiasmo di sempre, ha amato e voluto subito una mia collezione di bicchieri. E quando ho presentato il mio primo libro nel 2008, lei c’era. Appena ha potuto mi ha sempre aiutato, spendendo sempre belle parole per me“.

Vai alla home page di Linea Diretta24
Leggi altri articoli dello stesso autore

 

Vuoi commentare l'articolo?

Ludovica Pallotta