Spagna: effetto Brexit, vince Rajoy

Il voto in Gran Bretagna sulla Brexit ha avuto il primo effetto sull’Europa. Gli elettori in Spagna hanno consegnato la vittoria al leader conservatore Mariano Rajoy, del Pp spagnolo, che diventa così primo ministro. Una vittoria sorprendente e netta quella del Partido Popular, senza però la maggioranza al Parlamento. Il Pp infatti ha conquistato la maggioranza assoluta in Senato con 130 seggi su 208, davanti a Psoe (43) e Podemos (16). Un voto che ha visto tramontare il ‘sogno’ di Podemos di diventare il primo partito della sinistra, superando i socialisti, e candidarsi alla guida del governo. In favore del partito del premier ha giocato un ruolo fondamentale per la vittoria l’effetto Brexit. Una conseguenza sperata dal premier uscente, che ha spinto una parte degli elettori a votare la sicurezza popolare rispetto  all’avventura di Podemos.

Ovvia la soddisfazione del premier Mariano Rajoy, che davanti ad una folla festante ha detto: “Rivendichiamo il diritto di governare, perchè abbiamo vinto. Da domani inizieremo a parlare con tutti”. Perchè è d’obbligo una formazione di governo mista, visto che i dati usciti da questa seconda votazione, a distanza di sei mesi dall’ultima, hanno dato gli stessi risultati: nessun partito ha i numeri per governare.

Certo, il premier uscente si presenta alle trattative con gli altri partiti della Spagna con l’autorevolezza di chi ha vinto. Come a dicembre scorso le trattative sono difficili e il quadro politico rimane complesso e molto frastagliato. Per questo la possibilità di un terzo ritorno alle urne non è così peregrino. Tutti i leader però hanno sempre sostenuto la loro determinazione nel non tornare nuovamente al voto e un accordo per un governo misto inizieranno fin da oggi.

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Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.