Perugia, donna morta trovata nel parcheggio, accanto la figlia

Morte per un malore o a causa di overdose. Queste sarebbero le due ipotesi da prendere in considerazione secondo la polizia, che avrebbero causato il decesso di una giovane donna di 37 anni originaria di Napoli ma residente a Perugia. La donna, è stata trovata distesa a terra, nel parcheggio Pellini, nella zona della Cupa nella tarda serata di mercoledì. Non era sola, infatti nell’auto della vittima, c’era la figlia di circa sei mesi, legata nel seggiolino a “ovetto” sul sedile posteriore. E’ stato proprio il pianto della bambina ad attirare un ragazzo che si stava recando al parcheggio per prendere l’auto. Il giovane ha dato l’allarme e ha chiamato prontamente il 118, ma i soccorsi sono stati vani. La neonata è stata accompagnata in ospedale per i controllo del caso e dopo aver verificato che il suo stato di salute fosse buono, è stata affidata ai nonni materni. Ma perché si ritiene che la motivazione della morte sia dovuta a un’ overdose da droga? Ad intensificare i sospetti è stato il ritrovamento, da parte degli inquirenti, di una siringa a pochi metri dal corpo senza vita. Dopo la segnalazione del passante, nel parcheggio, si sono recati gli agenti della squadra volante della questura che stanno conducendo le indagini e i medici del 118 dell’ospedale di Perugia. La situazione e la dinamica non risulta chiara alla magistratura e per questo motivo, con ogni probabilità, il medico legale Laura Panata verrà incaricato di eseguire l’autopsia.

Nessuna cosa come il pianto di un bambino ha la potenza di esercitare il richiamo e l’attenzione da parte della moltitudine. Basta osservare come ogni giorno, anche in situazioni di non pericolo, siamo soliti voltarci istintivamente verso un passeggino con un neonato in lacrime. E questo perché? Perché il pianto infantile ha una forza comunicativa maggiore di quella verbale e ci spinge all’azione anche quando non conosciamo la causa scatenante. Come nel caso del parcheggio Pellini di Perugia.

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Mariachiara Oliva

Più conosciuta sotto falsa identità, i suoi migliori amici sono i libri, la musica e la scrittura. Cura un blog e ha scritto un lungo componimento poetico, ma sempre sotto falso nome. Non ama parlare di sé, preferisce che lo facciano gli altri. Ma in sua presenza, che sia chiaro. Da quando collabora con TV & Costume ha capito che il televisore non è solo un'estensione del tavolino.