Legge su testamento biologico, tempi biblici per andare al voto

La legge sul testamento biologico torna in discussione in parlamento con tempi d’attesa che si configurano già piuttosto lunghi per il voto finale. Dopo la discussione generale del 4 aprile si inizierà a votare in merito ai circa 350 emendamenti sui 600 presenti nel testo; numero che è stato ridotto grazie alla scelta di prendere in esame solamente quelli segnalati da ciascun gruppo parlamentare. Nonostante l’urgenza dovuta a un vuoto normativo da colmare al più presto la politica si rivela ancora una volta sorda all’appello che aveva rinnovato Dj Fabo prima di morire in una clinica svizzera lo scorso 26 febbraio. All’ultimo appuntamento in aula per la legge sul testamento biologico, infatti, la stragrande maggioranza dei parlamentari aveva disertato la discussione dopo aver speso fiumi di parole a favore della stesura di una legge che finalmente regolamentasse il biotestamento.

Il voto finale slitterà probabilmente a dopo Pasqua, essendo l’aula impegnata al momento con l’esame del decreto voucher. La relatrice del testo di legge sul testamento biologico, Donata Lenzi (PD), si augura «di cominciare a votare gli emendamenti e di entrare nel vivo», nonostante i molti ostacoli già sul cammino del percorso parlamentare. Favorevoli il Movimento 5 Stelle, il Partito Democratico e il Movimento Democratici e Progressisti, mentre Forza Italia, Lega e Area Popolare si sono detti indisponibili a votare quegli articoli contenenti «derive eutanasiche». Roberto Fico, deputato del M5s e presidente della Vigilanza Rai, ha lanciato un appello agli altri partiti a non rinviare la discussione a dopo Pasqua: «Iniziamo nel pomeriggio ma vorrebbero far slittare tutto a maggio, a dopo Pasqua. Noi vogliamo concluderlo in qualsiasi modo in questi giorni. Poteremmo già chiuderlo entro venerdì».

Il testo, tornato al riesame martedì 4 aprile, riconosce al paziente il diritto di rifiutare nutrizione e idratazione artificiali. Inoltre, contiene l’obbligo per il medico, in caso il paziente rinunci ai trattamenti indispensabili alla propria sopravvivenza, ad esaminare –previo consenso del paziente – le conseguenze della decisione e le possibili iniziative, promuovendo «ogni azione di sostegno al malato, anche avvalendosi dei servizi di assistenza psicologica».

 

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Viola D'Elia

Nata 27 anni fa, ha vissuto a Roma, Istanbul e in India. Sempre pronta a fare le valigie, sogna di vedere ogni angolo di mondo. Oltre a coltivare ambizioni alla Jules Verne, i suoi interessi includono accumulare libri, la musica e il cinema. E’ capace di commuoversi ogni volta che rivede Hugo Cabret; ama scrivere e fare domande, ma non riceverne. Specialmente di lunedì mattina. Crede fermamente nella filosofia di Big Fish: «Tenuto in un piccolo vaso il pesce rosso rimarrà piccolo, in uno spazio maggiore esso raddoppia, triplica o quadruplica la sua grandezza».