Degrado dei monumenti romani, servono 100 milioni di euro

Servono 100 milioni di euro per far fronte al degrado dei monumenti romani: è la stima del sovrintendente capitolino ai Beni Culturali, Claudio Parise Presicce, intervenuto nella seduta congiunta delle commissioni Bilancio e Cultura. “Il nostro bilancio – spiega Parise Presicce – per quanto riguarda le spese correnti è essenzialmente costituito da due voci: una è il contratto di Zetema, che cura 21 musei e le attività di manutenzione di alcune aree archeologiche, e l’altra viene dalla messa a reddito dello sfruttamento del patrimonio, come l’uso delle immagini. Questi fondi, che nel 2015 per il 2016 sono stati pari a poco più di un milione, sono vincolati per legge alla manutenzione e valorizzazione del patrimonio monumentale: dovrebbe essere ordinaria, noi cerchiamo di farlo dove occorre ma non sempre riusciamo a intervenire come occorre“.

Il sovrintendente aveva già lanciato l’allarme lo scorso ottobre, parlando di “situazione grave” per il Patrimonio culturale di Roma e “rischi di perdita del bene stesso” per i casi di maggiore emergenza. Tra quelli più a rischio le Mura Gianicolensi e alcune parti del Palazzo Senatorio, sede del Campidoglio, tra cui la torre campanaria e il cornicione. Ma basti pensare anche all’area adiacente la stazione Termini, poco illuminata e mal frequentata, dove a pochi passi sorge il Chiostro Michelangiolesco della Certosa, ospitante 400 opere tra statue, rilievi, altari e sarcofagi provenienti dal territorio romano.

Le risorse necessarie andrebbero a interessare “per metà dentro e per metà fuori dalle Mura Aureliane, con quattro ordini di priorità” ha spiegato Parise Presicce “e cioè rischio per i cittadini, rischio di perdita del bene, situazioni di degrado, rendere di nuovo accessibili spazi che non lo sono. Noi abbiamo fatto un censimento, e solo per togliere il diffuso degrado dei monumenti romani in queste aree parliamo di 100 milioni di euro“.

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Viola D'Elia

Nata un quarto di secolo fa, ha vissuto a Roma, Istanbul e in India. Sempre pronta a fare le valigie, sogna di vedere ogni angolo di mondo. Oltre a coltivare ambizioni alla Jules Verne, i suoi interessi includono accumulare libri, la musica e il cinema. E’ capace di commuoversi ogni volta che rivede Hugo Cabret; ama scrivere e fare domande, ma non riceverne. Specialmente di lunedì mattina. Crede fermamente nella filosofia di Big Fish: «Tenuto in un piccolo vaso il pesce rosso rimarrà piccolo, in uno spazio maggiore esso raddoppia, triplica o quadruplica la sua grandezza».