Degrado al San Camillo tra blatte, topi e scorpioni

L’ospedale San Camillo non naviga in buone acque già da un po’. A partire dal taglio dei posti letto (dai 1.344 del 2006 ai circa 977 attuali) fino ad arrivare a quello del personale, il noto nosocomio non trova tregua. E, tra pazienti “parcheggiati” al Dea (Dipartimento Emergenza), o addirittura nelle sale operatorie, hanno iniziato a fare capolino ospiti decisamente fuori luogo in una struttura ospedaliera.

Il San Camillo, infatti, è stato interessato da numerosi e ripetuti casi di infestazioni di topi, blatte e zanzare tigri che si sono calati nel ruolo di ripugnanti animali da compagnia di degenti e personale, ma hanno anche messo a repentaglio il corretto funzionamento della struttura, con rischi immaginabili circa l’igiene dei luoghi e, di conseguenza, la salute dei pazienti. Ultimamente le infestazioni si sono purtroppo riproposte, portando con loro anche una special guest (che ha preso il posto delle zanzare tigri): gli scorpioni.

La denuncia arriva da Michel Emi Maritato, Presidente di AssoTutela, che dice: “Il tipo di scorpione rinvenuto al San Camillo Forlanini è di una razza non velenosa per l’uomo, èd è comunemente chiamato scorpione delle caverne; si è materializzato alle prime ore del mattino in prossimità dei locali sotterranei”. Il presidente spiega anche che “la situazione della sanità laziale non è un mistero per nessuno. Oltre alla mancanza di posti letto, agli accorpamenti previsti per la mancanza di personale e all’incuria, ci mancavano anche gli scorpioni!”.

Maritato fa inoltre sapere che “Saremo costretti con un gruppo di volontari a ripulire il nosocomio, oggi diventato bersaglio dei politici per comunicati stampa, ma oggetto di nessuno per migliorare la situazione confidiamo nella risposta del nuovo DG che contribuirà a sostenere questa ripulitura, viste le importanti pericolosità di contaminazione che possono eventualmente derivare da blatte, topi e scorpioni, dei quali ultimamente stiamo ricevendo peraltro segnalazioni in diversi quartieri di Roma”.

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Claudia Pellegrini

Nasce a Sora nel lontano 1978. Cresce divorando libri di ogni genere e consumando penne su fogli di quaderno. Tra una storia e l’altra si diploma al Liceo Classico, e sceglie di lasciarsi alle spalle la Ciociaria ed i gatti per tentare la fortuna a Roma dove, nel corso degli anni, consegue prima una Laurea Magistrale in Lettere Moderne, e poi, più per noia ed abitudine che per amore dello studio, ritorna nei corridoi della Sapienza per conseguirne un’altra in Editoria e Scrittura. Lettrice seriale e maniacale (toglietele tutto ma non i suoi libri), “gattara” e pizzaiola, divoratrice di film horror e serie tv, nonostante sia ormai un reperto archeologico ancora non ha trovato la sua strada nel mondo. Forse è nascosta tra le pagine di un libro magari scritto proprio da lei.