Charlie Gard, pronti a staccare la spina. L’alt dell’Italia: “pronto statement scientifico”

La drammatica storia di Charlie Gard, il bambino di 11 mesi ricoverato all’ospedale londinese “Great Ormond Street” per sindrome da deplezione del Dna mitocondriale, che ha tenuto con il fiato sospeso il mondo, politico e non, sembra avere nuovi risvolti.

Ad essere intervenuto sulla delicata questione e a farsi portavoce della messa a punto di un protocollo scientifico di trattamento sperimentale è Piero Santantonio, presidente di Mitocon, associazione italiana per la ricerca sulle patologie mitocondriali, il quale si è rivolto alle autorità inglesi, dopo che la madre del bambino, Connie Yates, “ci ha chiesto aiuto. Dice che dall’ospedale stanno per staccare le macchine che tengono in vita il bambino. Già stasera o forse domani”.

“Mitocon” – prosegue il presidente dell’associazione in una nota ufficiale – “insieme alla mamma e al papà di Charlie, fa dunque appello alle autorità del Regno Unito e ai medici dell’ospedale Gosh affinché sospendano ogni iniziativa di attuare i disposti della sentenza e chiede che sia assicurata ogni cura al piccolo affinché gli sia concesso di poter essere sottoposto alla terapia sperimentale i cui dettagli saranno resi noti a brevissimo”.

Un tentativo, espresso a chiare lettere dall’associazione guidata da Santantonio, una possibilità che va ad aggiungersi ad un’altra offerta di un ospedale americano, il “NewYork-Presbyterian”, disponibile in queste ore  – stando alle ultime informazioni diffuse dalla Bbc-, sia ad  inviare in Inghilterra una terapia sperimentale per cercare di prolungare la vita del piccolo Charlie Gard, che ad accogliere il neonato nella loro struttura, qualora si riuscissero a risolvere gli “ostacoli legali” emersi nei giorni precedenti.

A contribuire alla causa di Charlie Gard e a tentare di far pressioni sulla premier britannica anche Donald Trump, oggi ad Amburgo per il  G20. Durante l’incontro bilaterale, il presidente Usa chiederà a Theresa May d’intervenire affinché i medici inglesi evitino di staccare la spina a Charlie, nonostante l’equipe medica di Londra si sia già espressa in merito, affermando che qualsiasi tipo di terapia sperimentale, ad oggi esistente, non aiuterebbe il piccolo, protraendone, quindi, la sofferenza.

 

Vai alla home page di LineaDiretta24

Leggi altri articoli dello stesso autore

Twitter: @VerBisconti

Vuoi commentare l'articolo?

Veronica Bisconti

Nata Roma nel 1987, è da sempre residente nella Capitale. Laureata in Conservazione dei Beni Culturali, è attratta da quadri e sculture come una mosca dal miele. Solare, sognatrice e perfezionista, è una grande appassionata di serie televisive italiane e americane. Ama il teatro, la moda e i viaggi.