Australian Open 2016 prime partite e primo scandalo

Nella notte tra domenica e lunedì è iniziato l’Australian Open 2016, primo Slam dell’anno e prima vera tappa della nuova stagione tennistica. I primi “grandi” a scendere in campo e a passare il turno sono stati Federer e Djokovic, che hanno lasciato le briciole ai rispettivi avversari: 6-2 6-1 6-2 per lo svizzero contro Basilashvili e 6-3 6-2 6-4 per il serbo contro il coreano Chung. Due invece gli italiani scesi in campo. Seppi vincente in quattro set contro Gabashvili, mentre nulla ha potuto Lorenzi contro il bulgaro Dimitrov, che lo ha battuto in tre comodi set. In campo femminile la prima giornata non è stata positiva per i colori azzurri. Infatti sia la Errani che la Giorgi sono state battute al primo turno, lasciando sola Roberta Vinci a difendere i colori italiani nella terra dei canguri. Particolarmente sfortunato è stato il sorteggio per Camila Giorgi, che si è trovata accoppiata al primo turno con Serena Williams, principale favorita del torneo e alla ricerca in questo 2016 del suo primo Grande Slam.

Fuori dal campo, dire che questo Australian Open non poteva cominciare in maniera peggiore è un eufemismo. Alla vigilia dei primi match, grazie ad un reportage della BBC, è scoppiato l’ennesimo scandalo delle partite truccate. Secondo i giornalisti inglesi, un gruppo di investigatori indipendenti dalla Tennis Integrity Unit (TUI) avrebbe prove sufficienti per incriminare diversi tennisti di alto livello del recente passato. Nello specifico, la BBC parla di sedici tennisti classificati tra i primi cinquanta del mondo, alcuni anche vincitori di prove del Grande Slam, che avrebbero falsato gli esiti di molti match nei quali erano protagonisti. Per ora i nomi sono ancora segreti, ma il network britannico sostiene di possedere documenti sufficienti a dimostrare le ingenti somme scommesse su molte partite del recente passato, anche su incontri di tornei importanti come Wimbledon e ilRoland Garros.

La bomba è esplosa, ora la palla passa all’ATP e all’ITF, che saranno obbligate a indagare su una piaga ormai insinuatasi anche nel mondo della racchetta.

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Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.