309 kg di cocaina sequestrati nel porto di Gioia Tauro

Mentre si discute sulla legalizzazione della cannabis, il traffico illegale di sostanze stupefacenti continua: è avvenuto in Calabria il sequestro di 309 kg di cocaina pura. La maxi operazione, coordinata dalla Dda nel porto di Gioia Tauro, è stata realizzata dai finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane-Ufficio Antifrode di Gioia Tauro.

La droga è stata trovata all’interno di un container che trasportava noci, proveniente dal Cile e diretto in Turchia: suddivisa in 269 panetti, per cui sarebbe possibile realizzare una striscia di circa 46 chilometri, la cocaina è stata rinvenuta grazie all’utilizzo di potenti scanner in possesso e della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane. 309 kg di cocaina dunque per un valore di 62 milioni di euro. Inoltre Gioia Tauro sembra essere uno dei ‘passaggi obbligati’ per il traffico illegale di sostanze stupefacenti: basti pensare infatti che qui, nel corso dell’anno, sono già stati sequestrati 830 chili di cocaina pura. D’altronde è nota a tutti la diffusione delle famose ‘ndrine calabresi sulla piana di Gioia Tauro: secondo quanto emerso da alcune indagini, queste avrebbero contatti con Cosa nostra di Vittoria e Comiso, oltre che con la famiglia mafiosa Fragapane di Santa Elisabetta (in provincia di Agrigento). É di pochi giorni fa la notizia dell’esecuzione, da parte dei carabinieri di Ragusa, di 19 misure cautelari in carcere e più di 30 decreti di perquisizione per il traffico di sostanze stupefacenti tra Calabria e Sicilia.

Ma Gioia Tauro è solo uno dei tanti snodi commerciali del traffico di stupefacenti: già, perchè nonostante ci sia un importante traffico nei porti italiani (Gioia Tauro, Genova, Vado ligure ecc) a livello europeo Rotterdam e Anversa rappresentano i maggiori punti di smercio di eroina e cocaina, con quantitativi di droga circa 6 volte superiori rispetto a Gioia Tauro.

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Ludovica Pallotta