Ventotene: Matteo Renzi riparte da lì

Ventotene, in provincia di Latina, è l’isola dimenticata. L’isola dei martiri e dei padri fondatori dell’Unione Europea. L’isola patria di quel manifesto redatto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Ursula Hirschmann tra il 1941 e il 1944 durante il confino per essersi opposti al regime fascista. Ventotene è insomma l’isola delle speranze di chi ci ha preceduto, il luogo in cui si sognava “un’Europa libera e unita”.

 

Più di settant’anni dopo quell’Europa c’è e non c’è, quel sogno si è realizzato a metà. Shenghen, i Trattati istitutivi l’UE, le quattro libertà fondamentali, la Convenzione Europea dei diritti dell’uomo strillano sulla carta ma continuano a essere fermati dalla paura. Così Matteo Renzi riparte da lì, dal luogo dove tutto era iniziato per dare un segnale forte all’Europa, ricordarle i natali, le origini. «Arriva un momento in cui quando sei in difficoltà e c’è qualcosa che non funziona o ti sembra andare storto, senti il bisogno di tornare in un luogo protetto. Trovare rifugio a casa è proprio di chi vive momenti di difficoltà. In un momento di grande difficoltà per l’Europa abbiamo scelto di tornare a casa, nel luogo dove tutto è iniziato. Perché spesso anche gli italiani non sono molto orgogliosi di ciò che è avvenuto qui, nel luogo dell’identità europea». «Dobbiamo ripartire da qui» ha detto il Premier nella sua visita al cimitero, tra le tombe dei padri fondatori dell’Unione , omaggiando quella di Altiero Spinelli. «L’Europa rischia di crollare quando perde il senso della propria vocazione e diventa semplicemente un insieme di egoismi. L’Europa non ha il futuro già scritto» ha aggiunto, sottolineando la posizione che il Governo italiano ha deciso di portare avanti ai tavoli della Troika: «C’è bisogno che dell’Italia non come rivendicazione ma con l’orgoglio di chi sa qual è la sua storia» e ancora «non stiamo facendo le bizze o semplicemente rivendicando un doveroso interesse nazionale ma cercando di riportare l’Europa ad essere quello che deve essere. L’Europa o sarà sociale o non sarà: non ci possono essere illuminati che lavorano su grandi documenti e poi persone senza il posto di lavoro». Un segnale forte quello del Presidente del Consiglio italiano che non lascia adito a dubbi. L’Italia è contro la burocrazia europea, contro gli egoismi e contro la ridiscussione di Schengen. Una posizione che per ora, però, non è stata accolta con favore a Bruxelles e che soprattutto rischia di rimanere isolata.

 

Dopo l’omaggio alla tomba di Altiero Spinelli, Matteo Renzi accompagnato dal Ministro Dario Franceschini e dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, ha incontrato il sindaco Giuseppe Assenso.  La promessa è stata quella di riqualificare un luogo della memoria ormai in disuso con un progetto di riutilizzo della struttura carceraria per destinarla in parte a museo ed in parte a spazi di dibattito e confronto.

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@FedericaGubinel

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Federica Gubinelli