Nuovo governo Gentiloni: i nomi dei ministri

Il nuovo governo Gentiloni è stato formato. Dopo un colloquio di poco più di un’ora con il Presidente Mattarella, il nuovo Presidente del Consiglio ha annunciato la lista dei ministri che formeranno l’esecutivo. Per la maggior parte si tratta di nomi che garantiscono continuità con il precedente governo Renzi. Infatti sono solo quattro i ministeri che cambiano nel nuovo governo Gentiloni: interni, esteri, istruzione e rapporti con il parlamento. I primi due sono di necessità. Infatti Gentiloni era ministro degli esteri. Ha quindi ceduto, per così dire, il proprio mandato ad Angelino Alfano. Il ruolo di ministro degli interni, invece, è stato affidato al senatore Marco Minniti, già Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con Letta e Renzi. Gli altri due hanno una valenza molto più politica e rappresentano forse i due “temi” che hanno fatto cadere il precedente governo. Il ministro senza portafoglio Maria Elena Boschi viene sostituito dalla senatrice Anna Finocchiaro. La prima firmataria della riforma costituzionale e fedelissima di Renzi lascia il posto all’attuale presidente della commissione affari costituzionali. La Finocchiaro torna a Palazzo Chigi, dopo l’esperienza da ministro con Prodi, per ricucire le trame delle riforme.

 

Gentiloni ha dichiarato, presentando la lista dei ministri, che intento del proprio governo è quello di proseguire con “l’azione di innovazione svolta fin qui dal governo guidato dal presidente Renzi”. Ha quindi l’intenzione di portare avanti le riforme e lavorare con il Parlamento affinché si possano “individuare le nuove regole per le leggi elettorali”. La nomina di Anna Finocchiaro, storica appartenente al PD, potrebbe essere un modo per stabilizzare i rapporti tra governo e Partito Democratico. La Boschi comunque rimarrà a Palazzo Chigi, nel nuovo governo Gentiloni ricoprirà il ruolo di sotto segretario alla presidenza del consiglio. Un nome che invece viene cancellato dalla lista dei ministri del nuovo governo Gentiloni è quello di Stefania Giannini, ex ministro della pubblica istruzione. Al suo posto Valeria Fedeli, senatrice PD e vicepresidente vicario del Senato. Probabilmente uno dei dati più rilevanti della sconfitta del referendum, quello del voto giovanile, ha fatto tremare profondamente la poltrona della Giannini. Il cambio di guardia al MIUR, però, potrebbe essere anche una bocciatura per un’altra delle riforme del governo Renzi: la buona scuola. Tanto cara all’ex presidente del consiglio, quanto criticata da studenti e docenti.

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Il Governo così composto potrà chiedere la fiducia alle camere già nella giornata di domani e quindi giurare in serata, giovedì potrebbe essere dunque già pronto per il primo impegno europeo. Intanto arrivano le prime dichiarazioni, con Lega e M5S che annunciano già che non daranno la fiducia al nuovo governo, che giudicano illegittimo. Salvini ha definito “imbarazzante e vergognoso” il nuovo governo. Il Movimento Cinque Stelle, attraverso le parole di Alessandro Di Battista, ha annunciato che scenderà in piazza per chiedere che si vada a nuove elezioni.

 

Twitter: @g_gezzi

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Giulio Gezzi

Laureato in Storia e memoria delle culture europee presso l'Università di Macerata. Da sempre interessato alla politica e alla storia contemporanea almeno tanto quanto alle serie tv, al cinema e al calcio. La ricerca dell'autonomia è quello che mi ha guidato fin'ora.