Lorenzin: 13 mld di euro per esami inutili

Il ministro della salute Beatrice Lorenzin ha dichiarato, durante il Forum all’Ansa, che l’Italia spende 13 mld all’anno in esami inutili legati alla medicina difensiva. La Lorenzin ha sottolineato come il ministero stia lavorando all’elaborazione di “protocolli stringenti per le direzioni generali che evitino gli sprechi, a partire dagli esami che si fanno durante la gravidanza”. Il dato fornito dal Ministro ha dell’incredibile se rapportato agli sforzi già profusi in tema di taglio della spesa sanitaria nazionale soprattutto dall’inizio della crisi economica ed alla necessità di rientrare nei parametri di bilancio imposti dall’unione europea all’Italia.

E allora come si spiega che in un periodo come quello che sta vivendo il nostro paese in cui non si riescono a reperire risorse per le più impellenti emergenze sociali, da quella abitativa a quella della disoccupazione giovanile, dalla povertà alla sicurezza, possano ancora esistere sacche di inefficienza di tali proporzioni? Forse una risposta, seppur parziale, può essere trovata nell’abitudine, ormai consolidata, dei medici italiani di rendere ordinario lo straordinario, di prescrivere cioè esami e analisi al fine di scongiurare il pericolo di denunce da parte dei pazienti. Sarebbe però semplicistico ricondurre una problematica di tali proporzioni a questa ipotesi. È chiaro che il problema sia soprattutto organizzativo e legato ai protocolli che i medici sono tenuti ad applicare. È in questa direzione, ha assicurato la Lorenzin, che si sta muovendo il ministero aggiungendo inoltre che, con i tassi di natalità attuali, nel 2050 in Italia non nasceranno più figli: “bisogna cominciare a centrare il problema con politiche attive, questo sarà un tema dei prossimi governi, di qualunque colore. Il 18 di marzo dovremmo avere i risultati del tavolo sulla fertilità che ho istituito, da cui elaborare nuove iniziative. Accanto a questo abbiamo fatto il bonus bebè, un primo tassello, e un secondo blocco grazie al ministro Poletti, rendendo più agibile accesso a maternità e paternità, con tempi più elastici. Non è sufficiente, bisogna decidere dove investire, bisogna fare investimenti più forti”.

Il Ministro, riferendosi ai lea (livelli essenziali di assistenza ) ha poi aggiunto che il è intervenuto “con un impatto finanziario molto minore rispetto a quello che si pensava, abbiamo calcolato intorno a 415-420 milioni di euro, una sostenibilità che ci dovrebbe mettere al riparo anche dalla Corte dei Conti.” augurandosi che ” le Regioni chiudano entro giugno i loro lavori”.
Il Ministro ha concluso toccando due temi molto delicati: il provvedimento allo studio del parlamento per vietare il fumo in auto in presenza di minori e la fecondazione eterologa. A proposito del primo argomento il Ministro ha affermato: “Fosse per me sarebbe già legge, ma aspettiamo il Parlamento. Il vero risultato è far capire agli adulti che fumare in macchina con i bambini dentro fa male ai bambini. Abbiamo tutti gli studi fatti ormai da anni sul fumo passivo, e i danni che vengono arrecati sono veramente tanti. E’ innanzitutto un atto di civilità, io ne continuo a parlare e spero che il messaggio sia arrivato, e spero che il Parlamento vari presto la legge”.
Per quanto riguarda la fecondazione eterologa ed in particolare la donazione dei gameti, la Lorenzin ha dichiarato che non è pensabile prevedere un pagamento per i donatori che vada oltre i rimborsi delle spese sostenute, così come già avviene per il midollo osseo: “Non dobbiamo mascherare i rimborsi spese sanitari, più che legittimi, con una retribuzione di donazione di cellule e tessuti. Noi abbiamo una delle legislazioni più civili al mondo su questo punto. Questo non significa che i donatori non abbiano il rimborso, noi avevamo equiparato il rimborso a quello della donazione di midollo osseo. Ora nella legge di stabilità è stato introdotto il registro, e ora proporremo le nuove linee guida nazionali, che sono quasi pronte, che risolveranno i problemi ancora aperti con le regioni. Poi bisognerà fare campagne per la donazione degli ovociti, fare una sensibilizzazione anche per l’egg sharing”’.

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Federica Casciato