Le terre pubbliche non si (s)vendono

Parliamo spesso di beni confiscati alla criminalità organizzata, di Libera, daSud e tante altre associazioni e persone comuni che si battono affinché il maltolto diventi un bene comune. In questo caso però sono i beni già pubblici ad essere a rischio di vendita, anzi di svendita. L’Art.20 della Proposta di Legge n.147 inserita nel III capitolo ‘Disposizioni per lo sviluppo e la competitività’ presentata dalla giunta della Regione Lazio, si propone di vendere il patrimonio agricolo pubblico. Solo un anno fa però, il presidente Zingaretti ha firmato la petizione #TerrePubbliche ai giovani agricoltori assumendosi l’impegno di evitare la vendita delle numerose terre pubbliche presenti nella Regione: « il Lazio è la seconda Regione per quantità di terreni pubblici e Roma è il terzo comune agricolo più grande d’Europa», afferma Giacomo Lepri della Cooperativa Agricola Co.r.ag.gio. « In campagna elettorale i politici hanno fatto molta leva sul tema delle terre pubbliche; la petizione che abbiamo realizzato in collaborazione con Terra Onlus e daSud, in sole due settimane ha ottenuto dieci mila firme, tra le quali quella di Marino e di Zingaretti – continua Giacomo Lepri – Il nostro lavoro come Coordinamento Romano Accesso alla Terra ha spianato la strada e permesso ad alcune regioni, come ad esempio l’Umbria e la Toscana, di normalizzare il diritto all’accesso alla terra, di creare le possibilità di accesso al credito, di sfruttare le risorse ottenute dal Fondo europeo».

I motivi per i quali la Regione vuole vendere le terre sono due: il primo è molto intuitivo e cioè, per fare cassa, il secondo, ha spiegato il Presidente Zingaretti, è l’incapacità della Regione di gestire queste aree, che spesso finiscono in mano alla criminalità organizzata. «Vogliamo rivendicare l’utilizzo delle aree di terra pubblica e favorire i giovani agricoltori. Abbiamo pensato – afferma Giacomo Lepri- ad un’agricoltura multifunzionale, capace di generare servizi mettendo al centro la fruibilità dei cittadini. Grazie al contributo del mondo dell’associazionismo vogliamo che le terre non siano solo delle aree utilizzate per scopi agricoli ma che siano luoghi di promozione sociale, lotta alla criminalità, presidi di legalità antimafia preventiva, formazione. Alcune piccole realtà del mondo agricolo sono d’accordo con l’art 20 perché sanno che questo renderebbe loro possibile acquistare dei terreni a un costo molto basso, circa il 40%». Il Coordinamento ha provocatoriamente consegnato al Presidente Zingaretti una foto che lo ritraeva con il cartello “#Terrepubbliche ai giovani agricoltori”, insieme alla richiesta di non rendersi complice di una proposta di legge che cancella la tutela di tutti i terreni a vocazione agricola di proprietà regionale e che svilisce i beni comuni; il Presidente Zingaretti si è reso disponibile ad aprire il confronto insieme all’assessore Sonia Ricci e, nei prossimi giorni, organizzerà un tavolo di confronto con il Coordinamento.

 

@DeCanistra

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