#lavoltabuona del Terzo settore e del Servizio Civile

«Esiste un’Italia generosa e laboriosa che tutti i giorni opera silenziosamente per migliorare la qualità della vita delle persone. E’ l’Italia del volontariato, della cooperazione sociale, dell’associazionismo no‐profit, delle fondazioni e delle imprese sociali.» Così inizia il documento di sintesi che porterà alla stesura e alla discussione, il 27 giugno, di un ddl delega in Consiglio dei Ministri, promesso dal Presidente del Consiglio un mese fa, a Lucca. «Lo chiamano terzo settore ma in realtà è il primo» si legge nel documento, «negli anni della crisi ha continuato a crescere, pur mantenendosi ancora largamente al di sotto, dal punto di vista dimensionale, rispetto alle altre esperienze internazionali.» Per valorizzare un «tesoro inestimabile» di risorse umane, finanziarie e relazionali già presente nelle realtà territoriali e per realizzare il «cambiamento economico, sociale, culturale, istituzionale di cui il Paese ha bisogno» è necessaria una stretta collaborazione tra profit e no profit, costruendo «reti solidali nelle quali lo Stato, le Regioni e i Comuni e le diverse associazioni e organizzazioni del terzo settore collaborino in modo sistematico per elevare i livelli di protezione sociale, combattere le vecchie e nuove forme di esclusione e consentire a tutti i cittadini di sviluppare le proprie potenzialità».

 

Tre sono gli obiettivi dichiarati del documento: la costruzione di un nuovo Welfare partecipativo «al fine di ammodernare le modalità di organizzazione ed erogazione dei servizi del welfare, rimuovere le sperequazioni e ricomporre il rapporto tra Stato e cittadini, tra pubblico e privato»; la valorizzazione del potenziale di crescita e di occupazione dell’economia sociale e delle attività del terzo settore; la premiazione sistematica dei «comportamenti donativi o comunque pro sociali dei cittadini e delle imprese». Per realizzare tali obiettivi sarà necessario ricostruire le fondamenta giuridiche al fine di distinguere in modo chiaro le dicotomie pubblico/privato, Stato/mercato, spesso causa primaria di disorganizzazione e inefficienza, attraverso la riforma del Libro I Titolo II del Codice Civile e l’istituzione di una Authority del Terzo settore. E’ inoltre necessario, secondo quanto riportato nel documento, valorizzare il principio di sussidiarietà verticale ed orizzontale e sostenere la crescita effettiva dell’impresa sociale. Il premier propone inoltre una veste “universale” al vecchio Servizio Civile Nazionale: il documento vuole assicurare una leva di giovani per la “difesa della Patria” accanto al servizio militare, «come opportunità di servizio alla comunità e primo approccio all’inserimento professionale per i giovani dai 18 ai 29 anni». I giovani si impegneranno per un periodo di 8 mesi (con possibilità di proroga di 4 mesi), così da potere vivere un’esperienza significativa che non li tenga bloccati per troppo tempo; ai volontari saranno riconosciuti i crediti formativi e le competenze acquisite. Inoltre verranno stipulati accordi tra Regioni e Province autonome con associazioni e cooperative per facilitare l’ingresso dei giovani volontari nel mondo del lavoro. Che sia #lavoltabuona?

@DeCanistra

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