Delnevo: storia di un italiano morto contro Assad

Dopo aver assunto il nome di Ibrahim lo studente si era trasferito in Siria, reclutato dopo un probabile addestramento ai fini terroristici, verso la metà del 2012. Nonostante il ragazzo fosse già indagato in proposito mentre viveva a Genova con il padre, gli inquirenti stanno ancora verificando le radici della sua formazione: la pista più probabile pare un addestramento a Birmingham, coadiuvato da numerosi contatti con militanti ceceni conosciuti durante un viaggio in Turchia.

VERSO L’ESTREMISMO – La digos genovese aveva ben presente il nome del ragazzo: su di lui era stato aperto un fascicolo sul terrorismo nel 2009 e le indagini continuavano. Di chiara interpretazione erano i messaggi che il giovane lanciava sulla rete: dal suo canale su YouTube, Liguristan, era solito affrontare tematiche quali la pubblicazione di vignette satiriche che oltraggiavano Maometto e la fede islamica. La sua pagina Facebook, invece, inneggiava Abd Allah Yusuf al-Azzam il fondamentalista tenuto in grande considerazione da Osama Bin Laden che aveva intitolato a lui numerosi gruppi militanti. Inoltre la pagina, dove era pubblicata la bandiera del jihad, citava la dichiarazione di un generale russo sottolineando l’impossibilità di vincere contro <<combattenti che cercano il Paradiso davanti alla canna di un fucile>>.

LA SOLITUDINE – Delnevo, nonostante la morte al fianco dei ribelli siriani, in Italia portava avanti la sua causa (e la sua fede) in totale autonomia, senza l’ausilio di gruppi fondamentalisti organizzati. Lo confermano le parole dell’imam di Genova, Salah Hussein, che ha dichiarato: <<Il ragazzo non veniva a pregare nel nostro centro, ma ricordo di averlo visto a qualche nostro incontro, perché era vestito come un sufi>>. Lo studente dunque, riconoscibile solo dal particolare abbigliamento, combatteva in solitaria come suggerito dal direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza. Giampiero Massolo, infatti, ha confermato che il caso di Delnevo è <<una potente forma di auto-addestramento>> escludendo la possibilità che l’Italia sia un ‘bacino di reclutamento’.

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GLI ALTRI INDAGATI – Altri cinque uomini, alcuni maghrebini e un italiano, sono sospettati di addestramento al terrorismo internazionale dalla procura distrettuale di Genova. Fonti siriane assicurano che una cinquantina di italiani sarebbero già arrivati in Siria per combattere con i ribelli, ma Emma Bonino risponde contestando la tesi: <<Non credo proprio che si sia di fronte a una possibile ondata di terroristi islamici in partenza dall’Italia>>.
Parole che sembrano contraddire una delle frasi postate da Delnevo su Facebook: <<Così scrive Abdullah Azzam; siamo terroristi e il terrore è un obbligo nel credo di Allah>>.

di Alessandra Corsini

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