Anticorruzione: accordo raggiunto

Superate le polemiche sui tempi troppo lunghi dell’esame del “ddl anticorruzione” e a seguito del braccio di ferro tra Pd e Ndc, la maggioranza sembra aver raggiunto un accordo sul testo contenente le norme di contrasto alla corruzione all’esame del Senato. “La maggioranza ha trovato un percorso condiviso. Sono molto soddisfatto perché ci consentirà di trasformare in norme vigenti progetti di legge che da tempo sono sottoposti all’attenzione del Parlamento e delle proposte che arrivano anche dal governo. Mi auguro che anche Sel, M5S e Fi lo valutino serenamente”. Questo quanto annunciato lo scorso 5 febbraio dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando al termine del vertice ad hoc tenutosi al ministero. A tali parole hanno fatto eco quelle del vice ministro Enrico Costa “il risultato non era scontato, ed è stato molto faticoso”.

L’intesa è stata tuttavia raggiunta su una serie di punti focali. Innanzi tutto il nuovo testo prevede un’estensione del perimetro del falso in bilancio quando questo riguarda una percentuale fino al cinque per cento. L’obiettivo è quello di restringere l’area di non punibilità, facendo però salvo il principio della valutazione e ponderazione della rilevanza del fatto da un lato e della dimensione dell’impresa che commette questo tipo di illecito dall’altro. Altro punto parimenti importante è quello che prevede l’eliminazione della procedibilità a querela ed è stata estesa a tutte le fattispecie la procedibilità d’ufficio. Quanto all’entità della pena, il minimo edittale è portato a sei anni di reclusione mentre la pena massima è stata portata a dieci anni di detenzione. Tra le pene accessorie, il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione viene innalzato ad un massimo di cinque anni. Per quel che concerne l’eliminazione della procedibilità a querela, il ministro spiega che il reato sarà sempre perseguibile d’ufficio. L’accordo prevede, inoltre, l’estensione del regime delle sanzioni penali previste per il pubblico ufficiale all’incaricato di pubblico servizio. Sarà poi previsto uno sconto di pena per chi collabora con la giustizia: il profilo premiale si sostanzierebbe in una riduzione di pena, da un minimo di un terzo della pena ad un massimo di metà. Quanto agli agenti “sotto copertura” è stato programmato un ulteriore approfondimento in quanto si tratta di una figura che va inserita in un sistema in cui è utilizzata soltanto in via eccezionale. Sull’aumento delle pene, che restano così come disegnate dal governo, ha poi aggiunto, si è concordato di individuare interventi di armonizzazione.
Il testo in questione, stando a quanto affermato dal Ministro della Giustizia, avrebbe tempi di approvazione molto rapidi: “la corsia preferenziale per questo provvedimento è nei fatti perché la prossima settimana verrà approvato in commissione e poi sono certo che il presidente Grasso vorrà portarlo presto in Aula”. Quanto al testo, il Guardasigilli ha chiarito che non sarà necessario un emendamento del governo «in alcuni casi accoglieremo quelli già presentati e in altri si adotterà il testo base”.
I 5 Stelle commentano così le parole del ministro Orlando: “la maggioranza dopo essere stata incalzata da noi e avere incassato una figuraccia, corre ai ripari con una riunione ad hoc, in cui ha deciso quali norme sull’anticorruzione sottoporre finalmente al Parlamento. Adesso aspettiamo il ministro Orlando alla prova dei fatti. Noi siamo pronti a votare norme sulla corruzione e sul falso in bilancio, valide ed efficaci, sin dal marzo del 2013″. Anche da Forza Italia non stentano ad arrivare reazioni, il senatore Francesco Nitto Palma ha infatti dichiarato di “prendere atto con favore del raggiungimento dell’intesa di maggioranza sul testo anticorruzione, il che fa immaginare che, finalmente, la Commissione Giustizia del Senato potrà varare in breve tempo i disegni di legge in materia, troppe volte bloccati da iniziative governative spesso confuse o contraddittorie.” Il Presidente della Commissione Giustizia di Palazzo Madama, poi aggiunge “se poi il testo varato sarà davvero efficiente per il contrasto alla corruzione, sarà cosa che verrà verificata nel tempo. Certo è che molteplici, e a mio avviso fondate, sono le critiche che al testo governativo provengono dalla magistratura e dalla stessa autorità anticorruzione”. Dal canto suo, il capogruppo di Sel in Commissione Giustizia di Montecitorio, Daniele Farina, replica così all’auspicio di Orlando affinché anche le forze di opposizione valutino «serenamente» il testo: «Aspettiamo che gli annunci di riforma della normativa anti-corruzione o sul falso in bilancio si palesino in un testo. Solo allora sarà possibile capire se l’annunciato accordo tra il governo e le forze di maggioranza incontrerà le proposte di Sinistra Ecologia Libertà in materia».
Anche il Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Rodolfo Sabelli, ha commentato l’accordo raggiunto “sono state accolte alcune delle nostre indicazioni tra cui i meccanismi premiali per chi collabora nelle inchieste sulla corruzione, e la procedibilità d’ufficio per il reato di falso in bilancio. Positiva è anche l’armonizzazione delle sanzioni previste per i vari reati in materia di corruzione, così come la previsione di una trattazione prioritaria per le norme anticorruzione. L’accordo, a quanto leggo, non riguarda invece l’estensione, che noi avevamo chiesto, alla materia della corruzione delle disposizioni processuali, relative ad esempio alle intercettazioni, previste per i reati di criminalità organizzata e bisogna intervenire sul traffico di influenze e la corruzione privata, che oggi sono reati piuttosto deboli”. Il leader del sindacato delle toghe auspica quindi che “nel corso dell’iter parlamentare la strada che si è imboccata proceda con maggiore coraggio”.

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Federica Casciato