Sì al legittimo impedimento

Nella mattinata di ieri, 11 marzo, gli avvocati della difesa Ghedini e Longo hanno consegnato tre certificati medici firmati da Alberto Zangrillo, medico personale di Berlusconi, dall’oculista e dal cardiologo per richiedere un rinvio del processo per ragioni di salute. Il pubblico ministero Sangermano ha conseguentemente richiesto “un accertamento fiscale per valutare effettivamente l’assolutezza dell’impedimento”. I giudici del processo milanese hanno inviato un cardiologo, un oculista ed un medico legale che hanno accertato l’impedimento. Il tribunale di Milano ha accolto il legittimo impedimento per motivi di salute e rinviato il processo Ruby, nel quale l’ex premier è imputato per concussione e prostituzione minorile, a domani.

Ha rinfocolato il clima già incandescente una delegazione degli esponenti del PDL che, capeggiati dal Segretario Alfano, ieri hanno marciato alla volta del Palazzo di Giustizia di Milano per manifestare contro quello che ritengono un assedio giudiziario; i parlamentari hanno parlato di “persecuzione giudiziaria”, di “fatwa”, e accusato la magistratura di politicizzazione e di voler estromettere il leader del PDL dalla scena politica servendosi dei canali della giustizia.
I parlamentari del PDL hanno anche richiesto un’udienza da Napolitano per discutere di quella che Alfano ha definito “un’emergenza democratica”. Il Quirinale oggi ha incontrato il segretario e i capigruppo PDL.

Tra i tanti aspetti di questa vicenda, colpisce molto lo scarto tra la gagliardia e l’ostentato vigore di Silvio Berlusconi e le vicissitudini ospedaliere di questi giorni. La malattia e i cedimenti dell’età non sono una colpa né un motivo d’imbarazzo, cosi’come non sono un merito la prestanza ed il benessere fisico. Però fa specie vedere lo scollamento tra certe dichiarazioni mediche passate e i moniti di oggi. Fa un certo effetto ricordare le parole di Umberto Scapagnini, anche lui medico del Cavaliere, che fino a pochi anni fa definiva il suo paziente “tecnicamente quasi immortale” e metterle a confronto con gli odierni richiami alla prudenza del dott. Zangrillo. Ciò che, invece, non può stupire sono le conseguenze di determinati modelli culturali e come la ricerca spasmodica di giovanilismo sia assurta a valore nella società tutta negli ultimi anni. Viene in mente La Rochefoucauld: “Pochi sanno esser vecchi”.

di Claudia Pellicano

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