Panettone, spumante e primarie

Destra, sinistra, centro-sinistra, gruppi extraparlamentari, ex-fascisti con rughe e botulino ed ex-comunisti più falcidiati che martellanti preparano infatti un cambio di stagione coi fiocchi e controfiocchi, roba che anche i replicanti di Blade Runner si sarebbero inchinati per ripresentarsi alla prossima sessione. Inizia infatti la stagione del terrore per scranni, sedili, sgabelli e faldistori, pronti ad essere travolti da un ricambio generazionale di natiche da tramandare e sottolineare in rosso nei sussidiari scolastici. Secondo taluni, infatti, sta arrivando la fantomatica ora della terza Repubblica, che dovrebbe rinnovare tutto e portare una gioviale aria di freschezza e rinnovamento. Un’era nella quale il Presidente della Repubblica avrà 88 anni e un contratto a progetto per altri 7 e che sarà introdotta da rampanti virgulti tra i quali – for example – Pierferdinando Casini (58 anni, in Parlamento da 30), Fabrizio Cicchitto (73 anni, in Parlamento da 37), Anna Finocchiaro (58 anni, in Parlamento da 26).

Non è questo, però, il tempo delle polemiche. Infatti, l’apertura di nuovi percorsi politici dovrebbe palesemente essere in grado riaccendere entusiasmi un tempo sopiti e risvegliare dal letargo il grizzly politico che è in noi. Forza Italia è ormai una realtà, e come se non bastasse alle prossime elezioni – europee – dovrebbe riapparire il simbolo di Alleanza Nazionale, portato in trionfo da speranzosi talenti quali Francesco Storace e Adriana Poli Bortone. E non è tutto, perché come ovvio e scontato è la sfida del Partito Democratico quella più avvincente. Qui i più danno per vincente Matteo Renzi, che indubbiamente ha a suo favore uno charme donatogli da strepitosi servizi fotografici in posa su Vanity Fair nonché, soprattutto, l’appoggio di un pezzo forte del panorama pubblico italiano: Gianni Pittella. È per questo che i suoi sfidanti, preoccupati dal rischio di essere messi all’angolo, si sono subito armati di fior fior di contromosse e novità della prim’ora. Gianni Cuperlo avrà l’appoggio di Massimo D’Alema, un evergreen mai domo che decide di “scendere in campo” in Puglia sfidando il Sindaco di Bari Michele Emiliano alle primarie. Pippo Civati decide invece di sfondare il muro del suono e sfidare spazio e tempo spargendo un po’ di manifesti dell’Ulivo targati 1996 in quel di Bologna.

Se a sinistra si riscaldano cuori e circoli è tuttavia nell’ala dei conservatori che il tempo delle mele si prepara a colpire. Scelta Civica è ormai ridotta a una sbriciolata e a breve dovrebbe perdere anche l’utilizzo del nome e del simbolo in Transatlantico causa pochi membri iscritti. Non per questo però i suoi – ex – componenti e fondatori si danno per vinti: sembra infatti che sia Mauro che Casini, creando la loro ‘Nave Popolare’ abbiano deciso di strizzare l’occhio al Nuovo Centrodestra, quello che insomma è fatto dagli stessi che vi erano nel vecchio. Qui previsioni inerenti primarie, primati e primatisti sono ancor precoci ma ne vedremo delle belle. E i 5 Stelle? Di congressi, votazioni, parlamentarie non se ne ha neanche l’ombra. Idem per quanto concerne SEL, nonostante in agosto Vendola parlò di un congresso del partito sotto Natale: ora, telefoni a parte, tutto tace.
Pare si prospettino tempi maturi eppure, qualcuno potrebbe non essere ancora sazio e voler godersi una nuova dolce abbuffata. In effetti, il problema è tutto qua: tra domeniche di votazioni, pensieri, scelte e discorsi televisivi che ci aspettano, se non risorge almeno uno tra Partito Repubblicano o Partito Liberale si rischierà davvero di dover passare il 25 dicembre a completare il presepe e la fine dell’anno a mangiare il pandoro. E a quel punto, quando sarà tutto tornato come prima e non ci saranno più candidati in giro, sai che noia?

di Mauro Agatone

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