Inghilterra: Libby Lane è la prima donna vescovo

Libby Lane, 48 anni, è il primo vescovo donna in Inghilterra: è stata consacrata lo scorso 26 gennaio nella chiesa di York. Libby era diventata prete 11 anni prima, nel 1994, e, nel 2007, era divenuta vicario nella diocesi di Chester. Oggi è il vescovo di di Stockport, nella zona di Manchester.
Elizabeth Jane Holden Lane, questo il suo nome di battesimo, è una sassofonista tifosa del Manchester United, famosa per la serietà nello svolgere il proprio ruolo, ma anche per un accentuato senso dello humor. Libby era già nel Guinness dei primati per essere divenuta prete in contemporanea con il marito: la prima coppia a essere consacrata nello stesso giorno, evento che avrebbe dovuto far presagire la determinazione della donna. Inoltre, come se non avesse già abbastanza impegni e responsabilità, è anche madre di ben tre figli.
Questa signora è diventata un simbolo in quanto prima donna a essere consacrata vescovo dal 1953, anno in cui re Enrico VIII fondò la Chiesa d’Inghilterra, a seguito della legge che ha reso ciò possibile lo scorso novembre. Fatto sta che, nel giro di poco tempo, è passata dall’essere riconosciuta nella comunità di St Peter’s Hale alla notorietà internazionale.
Not in the Bible. Non sono mancati commenti e critiche. In particolare, il reverendo Williamson è emerso tra i sostenitori della tradizione per aver urlato, nel vero senso della parola, la propria opposizione alla decisione di riconoscere una donna come vescovo. «No, not in the Bible»: è stata la risposta di Williamson alla domanda dell’arcivescovo di York John Sentamu ai membri della congregazione di ordinare il reverendo Libby Lane. Un urlo chiaro e deciso, nella forma e nel contenuto, ma al quale Sentamu non ha dato la minima importanza, continuando come se nulla fosse con il formulario prestabilito.

La seconda carica religiosa della Chiesa per importanza, l’arci vescovo di Canterbury, la cui influenza viene superata solo da quella della regina Elisabetta II, ha dichiarato di essere a favore del cambiamento e, quindi, del superamento di una tradizione rimasta immobile per secoli. Anche David Cameron non aveva nascosto di essere favorevole e la regina stessa ha dato la proprio approvazione in seguito al dibattito in sede parlamentare.

Strada verso il cambiamento. In numerosi Paesi di religione anglicana, quali Canada, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda, le “donne vescovo” sono la normalità. Non è lo stesso in Inghilterra, poiché la Chiesa inglese ha sempre mantenuto una posizione tradizionalista in materia. Il via libera alle donne per divenire vescovo è stato dato dal sinodo generale, riunitosi nella Church House di Westminster, lo scorso 17 novembre. Si tratta di un percorso iniziato nel 2012, anno in cui la proposta non si è concretizzata a causa di soli sei voti di differenza a favore dei contrari, mentre la possibilità per le donne di divenire prete era divenuta realtà già dal 1994.

Si tratta di un passo veramente importante per la Chiesa inglese: donne e uomini sullo stesso piano anche e, in primis, per la religione anglicana. I ruoli non sono più distinti sulla base delle differenze di nascita, ma in relazione alle proprie competenze e personale determinazione. È da sottolineare come, in ambito di “carriera” all’interno del corpo della Chiesa, il progredire di livello avendo la possibilità di assumere una carica sempre più rilevante all’interno della Chiesa stessa, deve consistere principalmente nel dare maggiore appoggio alla comunità, rappresentandone al meglio l’immagine attraverso il proprio atteggiamento e agire quotidiano: una maggiore responsabilità. Un compito a cui noi donne, particolarmente abituate ad agire sotto pressione, saremo sicuramente in grado di rispondere al meglio. Chissà che anche Papa Francesco, vertice indiscusso della Chiesa cattolica, non prenda ispirazione da quanto avvenuto nel mondo anglosassone.

 

Fonte: BBC

Fonte: BBC

 

Twitter: @MariaLauraSerpi

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Maria Laura Serpico

Bionda, bassa e sognatrice. Se è vero che ogni riccio è un capriccio, con me la vita non è mai noiosa. Mi definisco una “persona frenetica”, alla continua ricerca di nuovi stimoli. Il mio colore preferito è il verde, perché la speranza è l’ultima a morire! Le cose che preferisco fare sono: parlare, parlare e… parlare! Ma non temete, in caso di necessità, sono pronta ad ascoltare: ogni incontro, ogni viaggio, ogni situazione imprevista può essere fonte di arricchimento personale. I miei studi mi hanno portato verso il mondo della scienza politica poiché credo che, benché i più non lo vogliano ammettere, niente e nessuno le è immune. Spettacolo e cultura mi affascinano da sempre, in quanto mix perfetto di storia e sensibilità personale. Perché scrivere? Per dare modo a tutti di “vedere” (quasi) tutto: una pretesa impossibile, ma d’altronde la vita è una sfida continua.