Gli haker russi attaccano il Pentagono

Viene violata la posta elettronica del Pentagono. Lo ha riferito la Nbc News che ha spiegato come l’intrusione informatica abbia interessato 4000 dipendenti civili e militari del Joint Chiefs of Staff, lo Stato maggiore congiunto che riunisce i capi di Stato maggiore dei vari rami della difesa Usa. Secondo l’emittente statunitense, sono stati gli hacker russi a effettuare una “sofisticata intrusione” nei sistemi informatici del Ministero della Difesa americano.

Dunque continua la cyber guerra tra Washington e Mosca. Ma questo è solo l’ultimo episodio di un’estate infuocata dai cyberattacchi, anche se, al momento, è poco chiaro se il cyberattacco abbia avuto il benestare del governo russo oppure si tratti di un’iniziativa individuale da parte di estremisti.

Se in passato l’attrito tra le due potenze, che per anni hanno diviso il mondo Occidentale con l’Est, era tra Usa e Urss con minacce nucleari, oggi si è passati ad attacchi cyber e sanzioni economiche tra Usa e Russia. Infatti, oltre agli attacchi cyber, gli Stati Uniti, secondo il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, stanno ulteriormente danneggiando le relazioni con Mosca aggiungendo un giacimento petrolifero e gasiero offshore alla lista delle sanzioni imposte contro la Russia per il suo ruolo nella crisi ucraina. Sono solo le ultime sanzioni imposte dagli Usa contro Mosca da quando è iniziata la guerra in Ucraina.

Gli USA stavolta hanno accusato la Russia, senza fornire prove, di un ennesimo attacco cyber: una continua guerra informatica. Si tratta di un nuovo episodio dopo le accusa mosse alla Cina e alla Corea del Nord. Infatti, il 10 luglio gli americani avevano accusato la Cina di aver violato i propri sistemi informatici in un attacco all’Office of Personnel Management, dove sarebbero stati rubati i dati di 21,5 milioni di persone tra dipendenti pubblici americani in servizio, a riposo o tra coloro che avevano presentanto domanda di assunzione. Ancora prima, nel dicembre del 2014, gli Stati Uniti considerarono la Corea del Nord responsabile del cyberattacco alla Sony Pictures. Al centro della vicenda che coinvolse il film The Interview, l’Fbi non aveva dubbi sul colpevole; Obama puntò il dito durante il discorso di fine anno, ma la Corea del Nord accettò le accuse.

Come sia possibile che una potenza economica, militare e anche tecnologica, come gli Usa venga ontinuamente bersagliata da attacchi cyber-informatici per mano di altri Paesi? Un interrogativo da porsi, secie se gli attacchi vengono fatti ai sistemi di sicurezza e di privacy del Paese. Forse anche perchè, gli Stati Uniti, sono il primo Paese al mondo che ama spiare gli altri Stati?

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Alfonso Riccitelli

Mi chiamo Alfonso Riccitelli sono nato a Piedimonte Matese in provincia di Caserta, trasferito a Roma dove mi sono laureato in Scienze Politiche, ho collaborato con uniroma.tv e radiosapienza come speaker. Le mie passione sono il cinema e le serietv americane, seguo anche lo sport specie il calcio e la pallacanestro. Il mio sogno è di diventare un giornalista, magari affermato.