Due gemelle inglesi in Siria per unirsi all’Isis

Salma e Zhara verso la Siria. Le protagoniste di questa storia insolita sono Salma e Zhara Halane, proveniente precisamente da Chorlton, studentesse brillanti di medicina. Insolita perché la speranza è che le donne reclamino la loro indipendenza, la loro libertà, la loro dignità, a costo di distanziarsi dalla religione dei loro avi se questa le impedisce, e non il contrario. Insolita perché, nonostante Manchester sia oggi  la città inglese con la più alta concentrazione di fondamentalisti, non accade spesso che giovani ragazze nate e cresciute in un un ambiente di mentalità aperta come quello britannico possano scegliere di trasferirsi spontaneamente in un Paese dove la pace non è più di casa. Inoltre, la stessa comunità somalo islamica di Manchester ha precisato di essersi sempre distanziata da qualsiasi iniziativa legata alla violenza, denunciando posizioni estremiste. Un fattore di forte influenza può essere considerato lo stesso Internet, che il mondo intero utilizza ogni giorno per informarsi su ciò che accade nel mondo, ma che offre anche video relativi a Osama bin Laden, Al-Qaeda e Isis.

Incontro con l’Isis. Cos’è successo? Cosa ha fatto scattare una molla inaspettata nella mente delle due ragazze?
Tutto è iniziato con l’incontro con due giovani, a loro volta impegnati nell’Isis. Da quel momento il tutto si è svolto con una certa rapidità: le gemelle hanno abbandonato la periferia di Manchester e sono volate in Turchia, così da varcare il confine con la Siria. Particolarmente esplicativo un tweet di una delle due ragazze: «Voglio ancora diventare un medico ma lo sarò per l’Isis non per questi pagani». E ancora: «Ci preparavamo a diventare medici ora ci addestriamo a uccidere».
Secondo i vicini della famiglia, si tratta di una questione di educazione familiare: «Il padre e la madre erano piuttosto severi e non permettevano alle ragazze di mescolarsi agli altri bambini per la strada». Ciò porterebbe a credere che le origini somale delle gemelle abbiano avuto un peso enorme nella percezione del mondo circostante. Tuttavia, in realtà, le due ragazze hanno intrapreso tale avventura tenendo all’oscuro i genitori, tanto che dalla loro scomparsa, il 26 giugno, il padre è partito alla loro ricerca. È anche vero che già il fratello era partito precedentemente per unirsi all’Isis e sembra che le giovani abbiano sposato dei combattenti dell’Isis ed abbiamo iniziato così, a dedicare quasi interamente le proprie giornate alla lettura del Corano. Tutt’ora non si conosce la loro esatta posizione e le uniche notizie provengono dal social twitter attraverso il quale le ragazze rendono noti i loro obiettivi e le loro “attività”.
Dall’altro lato gli amici sono rimasti sorpresi da tale cambio di prospettiva: «Sembravano ragazze come tante. Mandavano in giro i selfie e facevano shopping insieme a noi. È incredibile pensare che ora probabilmente si stanno addestrando per combattere»

Comunità inglese preoccupata. L’accaduto ha fatto riflettere parecchio la popolazione inglese: l’oppositore non è vicino a loro ma al l’interno della stessa comunità. Il portavoce della sezione antiterrorismo della Polizia britannica ha affermato: «Si stanno mettendo in pericolo e rappresentano un pericolo potenziale per l’intera nostra comunità». Sarebbero 1500 i cittadini britannici arruolati in Siria ed impegnati a combattere contro il regime di Assad che, con l’aggiunta di francesi, tedeschi, belgi, olandesi, norvegesi ed irlandesi raggiungono tra le 5 e le 11 mila unità: la più grande mobilitazione di forze jihadiste internazionali attuali. Si può davvero parlare di “lavaggio del cervello”? Ma, soprattutto, queste due ragazze possono davvero essere considerate delle vittime o, piuttosto delle carnefici? Sebbene si tratti di una scelta che difficilmente può essere considerata “razionale”, almeno da quanti hanno ricevuto un’educazione tipicamente europea, essa appare una scelta realmente spontanea e personale: ed è proprio questa spontaneità a scioccare e “spaventare”. Di certo qualcuno le ha aiutate nel pianificare la fuga contribuendo anche a livello monetario.

 

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Maria Laura Serpico

Bionda, bassa e sognatrice. Se è vero che ogni riccio è un capriccio, con me la vita non è mai noiosa. Mi definisco una “persona frenetica”, alla continua ricerca di nuovi stimoli. Il mio colore preferito è il verde, perché la speranza è l’ultima a morire! Le cose che preferisco fare sono: parlare, parlare e… parlare! Ma non temete, in caso di necessità, sono pronta ad ascoltare: ogni incontro, ogni viaggio, ogni situazione imprevista può essere fonte di arricchimento personale. I miei studi mi hanno portato verso il mondo della scienza politica poiché credo che, benché i più non lo vogliano ammettere, niente e nessuno le è immune. Spettacolo e cultura mi affascinano da sempre, in quanto mix perfetto di storia e sensibilità personale. Perché scrivere? Per dare modo a tutti di “vedere” (quasi) tutto: una pretesa impossibile, ma d’altronde la vita è una sfida continua.

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