Street heart: tanti cuori e una strada

Il segno che lascia in giro “Street Heart” fa proprio questo: fa nascere un sorriso sul volto di chi lo guarda. A Viareggio, allora, possiamo dire che sono tutti un po’ più sereni, perché è in questa città che Street Heart è nato ed è proprio qui che “colpisce” e lancia la sua freccia, tra le vie, tra i cartelloni, sui muri, lasciando che la freccia disegni un cuore rosso. “Prenditene cura” è il promemoria che lascia scritto sui suoi volantini, grazie ai quali, forse, ci ricordiamo un po’ tutti cosa vuol dire tenere in mano un cuore e stringerlo a sé.

Un muro, una città e, appunto, un cuore: raccontaci com’è nata quest’idea.
“Tutto nasce da una voglia incontrollabile di cercare di diffondere amore o meglio il concetto di amore. Purtroppo siamo invasi da pubblicità, stereotipi e quant’altro che ci vengono sbattuti in faccia con gran forza ogni giorno e ci dimentichiamo quale sia la cosa davvero importante nella vita.”

Come mai tra tanti simboli hai scelto proprio un cuore rosso?
“Beh questa è una domanda piuttosto semplice, il cuore è il più comune simbolo che rappresenta amore a livello globale.” {ads1}

Oltre ai muri, sappiamo che hai partecipato anche al BooMart festival. Di cosa si tratta?
“Questo è un festival che viene fatto al Teatro Puccini di Torre del lago dove diversi artisti espongono le proprie creazioni, fanno live painting su vari tipi di superfici e materiali con installazioni ecc. Lì ho proposto una cascata di volantini (del tipo con le linguette per staccare il numero) alta 3m da terra e larga 2m alla base, e tutta la cascata sgorgava da uno scatolone di cartone posto in cima.”

Viareggio ormai sa chi sei ma il resto dell’Italia lo sa molto di meno. Un viaggio in qualche altra città come lo vedi?
“Hai detto bene,Viareggio ormai è satura dei miei cuori per le strade e un viaggio in giro per altre città a scoccare cuori lo vedrei molto interessante anche se, vedrei molto più interessante che persone da tutta l’Italia e non (forse sogno troppo), si aggregassero alla mia iniziativa, facessero cuori nelle proprie città a nome STREET HEART. Potrebbe essere una cosa molto bella spargere cuori in giro per il paese tutti provenienti da uno stesso “ente”, in più ogni persona potrebbe vedere pubblicate le proprie foto dei cuori e chissà, magari un nuovo libro che raccoglie i cuori in tutta Italia…”

A proposito di libri, ne hai pubblicato proprio uno da pochi mesi che raccoglie tutti i tuoi disegni. Come mai questa scelta?
“Ho deciso di auto produrmi un libro o meglio una breve raccolta di alcuni cuori e opere che sono state fatte nell’ultimo anno circa per fare un punto della situazione e vedere realmente come sono andate le cose, sia dal mio punto di vista sia da quello delle persone che lo vedono da fuori. In più ho scritto qualche breve riga dove spiego in modo un po’ più chiaro (forse) com’è nato tutto, com’è stato visto, i progetti, e tutto ciò che ne segue.”

E tu, sei un Cupido o sei solo un ragazzo con un sogno nel cassetto come tutti quanti?
“Quello che risponde a queste domande è Cupido o il fondatore dell’idea o ideale di STREET HEART, non un ragazzo o ragazza…Ognuno di noi ha un sogno nel cassetto o una meta da raggiungere ma non sono qui a parlare di questo. A proposito, ci tengo a precisare che non mi sono denominato Cupido, non vorrei sembrare altezzoso dandomi un nome tanto importante…”

 

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Flavia Capoano

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