Roma, la Cinefesta riapre le danze

A due settimane dall’inizio dell’ottava edizione del festival Internazionale del film di Roma (8 – 17 novembre) si rincorrono rumours e voci di corridoio, mentre cresce l’attesa intorno alla figura di Marco Muller, direttore artistico della kermesse capitolina, che dopo il cambio di rotta dello scorso ha volutamente optato per un taglio sempre più internazionale.

Per presiedere la giuria la scelta è ricaduta sul regista James Gray, quello di Two Lovers e del recente The Immigrant presentato quest’anno a Cannes, a lui e ai suoi membri il compito di assegnare il Marc’Aurelio per il miglior film, tra i diciotto film in concorso, più tutti i premi connessi alla rassegna principale, a cui quest’anno è stato affiancata la rassegna Cinema XXI ubicata in prevalenza al Maxxi dedicate alle nuove correnti del cinema mondiale che avrà un altro regista al timone della giuria, il Larry Clark di Ken Park e Mafia Girl“Quest anno ci siamo contraddetti, questa primavera ho capito che la naturale vocazione della rassegna è quella di una festa del cinema più che un festival classico e il programma schizofrenico di quest’anno va dritto in questa direzione”. Così Marco Muller descrive la sua seconda stagione, e la serata inaugurale, condotta dalla madrina Sabrina Ferilli, riflette in pieno lo spirito di questa edizione che si aprirà con la commedia di Giovanni VeronesiL’ultima ruota del carro affiancato da un film sudcoreano agli antipodi come Snowpiercer di Bong Joon Ho. Tre gli italiani in concorso, tra i quali l’attesissimo I corpi estranei di Mirko Locatelli con Filippo Timi che emigra al nord per guarire suo figlio malato, Take Five di Guido Lombardi storia ambientata a Napoli dove i cinque surreali protagonisti sono alle prese con una rapina milionaria e Tir di Alberto Fasulo alle prese tra Italia e Croazia con un professore di fisica che decide drasticamente di cambiar vita diventando camionista. A questi vanno aggiunti, oltre al film di Veronesi, le ultime fatiche di Davide FerrarioLa Luna su Torino, Song’è Napule dei Manetti Bros e Come il Vento di Marco Simon Puccioni, tutti fuori concorso, mentre L’amministratore dell’eclettico Vincenzo Marra inaugurerà la rassegna CinemaXXI.

Tra le pellicole della sezione principale Quattro i titoli in lingua inglese a concorrere per il Marc’Aurelio, tra i quali spicca Her di Spike Jonze, quello di Essere John Malcovich, dove lo scrittore solitario Joaquin Phoenix instaura un’assurda relazione con la voce del suo sistema operativo Scarlett Johansson chiamata a soddisfare ogni sua esigenza. Altro titolo atteso è Dallas Buyers Club diretto dal canadese Jean Marc Vallèe, storia di lotta per la sopravvivenza a cui sarà sottoposto Ron Woodroof (interpretato dall’instancabile Matthew Mc Conaughey) elettricista cowboy texano a cui viene diagnosticato il virus dell’Hiv. A chiudere il poker Out of the Furnace di Scott Cooper, altra storia intensa e ricca di tensione con un cast stellare (Christian Bale, Casey Affleck, Forest Whitaker, Woody Harrelson e Sam Shepard)e Another me di Isabel Coixet, un thriller psicologico su una donna (la Sophie Turner del Trono di spade) posseduta dalla sua doppia identità che tenta di prendere il sopravvento. Altra attesissima anteprima mondiale a stelle e strisce, inserita nella sezione CinemaXXI, è Fear of Falling del premio Oscar Jonathan Demme che onorerà la rassegna capitolina incontrando il fan e giornalisti e rispondendo alle loro curiosità in un Masterclass. La pellicola, tratta dal capolavoro di Ibsen Il costruttore Solness, è incentrata sulla storia di un giovane architetto sempre più prigioniero delle sue fantasie. Tra le altre pellicole della multietnica sezione principale da segnalare senz’altro i nuovi film dei giapponesi Takashi Miike e Kyoshi Kurosawa e Sorrow and Joy del danese Nils Malmros.

Ma c’è ancora tanta carne al fuoco a cominciare dalla sezione del Fuori Concorso che prevede oltre ai succitati Ferrario e Bong Joon Ho il secondo capitolo di Hunger Games- La Ragazza di Fuoco di Francis Lawrence, che di sicuro scalderà l’attesa dei fan sul red carpet, per proseguire con le ultime fatiche di Eli Roth (The green inferno) e Alex de la Iglesia (Las Brujas de Zugarramurdi) attesi a un’ulteriore riconferma. Invariata nella sue essenza la rassegna per i più piccoli “Alice nella Città”inaugurata dall’ultimo lavoro di animazione della Disney Pictures Planes, con due titoli italiani in calendario: Se chiudo gli occhi non sono più qui di Vittorio Moroni e Il sud è niente di Fabio Mollo. Tra i riconoscimenti speciali verrà assegnato al regista di Hong Kong Tsui Hark il Maverick Director Award dedicato ai registi che più hanno innovato nella loro carriera la storia della settima arte, e per l’occasione sarà proiettata in sala la sua ultima regia in 3D Young Detective Dee: Rise of the Sea Dragon. Il premio alla carriera sarà, per la prima volta nella storia di un festival europeo, postumo e sarà ritirato dalla moglie del regista russo Aleksej Jurevic German scomparso a settantaquattro anni lo scorso febbraio e del quale sarà proiettato, in anteprima mondiale, il suo ultimo ambizioso lavoro E’ difficile essere un Dio, che per gli addetti ai lavori è di sicuro il titolo più atteso dell’intera rassegna. Le premesse ci sono tutte, non ci resta che attendere per capire se il timone di Marco Muller ha finalmente indirizzato questo Festival verso la sua giusta direzione

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Fabio Bandiera

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