L’amore è una favola, un romanzo dalla parte delle donne

L'amore è una favolaL’amore è una favola, secondo romanzo della scrittrice e giornalista Annarita Briganti pubblicato per Cairo editore, è un romanzo tutto al femminile, che indossa, complice anche il titolo, la veste patinata e sbarazzina di romanzo rosa. Bastano una manciata pagine per ricredersi: il lettore si trova sì immerso nel racconto di una storia d’amore, ma negli intenti dell’autrice non c’è mai il gusto per la soluzione facile, per l’intrattenimento superficiale. Protagonista del romanzo è Gioia Lieve, in cui si rintraccia con facilità la somiglianza autobiografica: anche lei autrice e giornalista napoletana, ma trapiantata a Milano, dove scrive e si occupa di cultura. Una donna che fa domande per vivere, ma non sempre trova le risposte. Neanche a dirlo, una delle tante vittime del precariato. E dal momento che si parla d’amore, Annarita Briganti sceglie di mettere in luce come l’incertezza lavorativa investa oggi anche sentimenti e relazioni, come dall’una derivi, di conseguenza, l’altra.

Una situazione tristemente tipica dell’Italia di oggi, vissuta in prima persona: “Nel 2016 saranno 20 anni che faccio la freelance e a questo punto se qualcuno mi vorrà assumere io rifiuto”, scherza l’autrice, che confessa come tra gli intenti del libro ci sia la voglia di raccontare la riscoperta di valori in tempi difficili, seppur con leggerezza e uno stile mai pesante, nonostante l’urgenza dei temi trattati. Insieme alla descrizione delle mille difficoltà incontrate da chi nella vita sceglie di dedicarsi con coraggio ad una professione creativa, c’è anche spazio per discutere di violenza, quella di cui cadono più facilmente vittime le donne. Una violenza che in questo caso è quella senza volto dello stalking, quindi ancora più insidiosa, perché invisibile, irrintracciabile. Un male a cui reagire, inflitto, che si accompagna a quello della solitudine, a cui invece troppo spesso ci condanniamo noi stessi; un abito di sofferenza, ma confortevole: “un jeans vecchio, sformato, troppo comodo. Sappiamo che ci stanno meglio altri vestiti ma non ce lo togliamo mai perché ci fa sentire al sicuro. Lo indossiamo finchè non si buca, anzi, ce lo mettiamo anche a brandelli”.

Temi atipici per la letteratura rosa, di cui difatti L’amore è una favola rappresenta un altro volto. Ne emerge soprattutto un ritratto della straordinaria generosità del mondo femminile, troppo spesso calpestata, in campo sentimentale e non solo. Ben lontano da intenti esclusivamente consolatori, il romanzo offre piuttosto diversi spunti di riflessione sulla femminilità e sull’amore. Senza privarsi di quello stile leggero e talvolta ironico che ne rende la lettura piacevolmente scorrevole. Perché, nelle parole dell’autrice, è importante per tutti “non farsi umiliare, essere gli eroi le eroine di se stessi”. L’amore è una favola è un racconto genuino, che non cede a una narrazione edulcorata e si intreccia alla contemporaneità, senza amarezza. E anzi, con una nota di speranza. Soprattutto, un invito a non accontentarsi, da fare proprio come un mantra, in particolar modo quando le circostanze giocano tutte a nostro sfavore.

Vuoi commentare l'articolo?

Viola D'Elia

Nata 27 anni fa, ha vissuto a Roma, Istanbul e in India. Sempre pronta a fare le valigie, sogna di vedere ogni angolo di mondo. Oltre a coltivare ambizioni alla Jules Verne, i suoi interessi includono accumulare libri, la musica e il cinema. E’ capace di commuoversi ogni volta che rivede Hugo Cabret; ama scrivere e fare domande, ma non riceverne. Specialmente di lunedì mattina. Crede fermamente nella filosofia di Big Fish: «Tenuto in un piccolo vaso il pesce rosso rimarrà piccolo, in uno spazio maggiore esso raddoppia, triplica o quadruplica la sua grandezza».