Intervista ad Alessandro Gaetano

 

Alessandro, come ricordi tuo zio Rino?
Mio zio lo vedevo poco, quando andavo dai miei nonni, era una persona molto vivace e scherzosa, ed era sempre abituato a farci un presente, senza preferenze nei confronti di noi nipoti nemmeno per un evento. Ad esempio se uno di noi festeggiava il compleanno lui il regalo lo portava ugualmente a tutti, cosi che nessuno ci rimanesse male.
Chi è e come nasce la Rino Gaetano Band?
Nel 1999 nasce la prima formazione della Rino Gaetano Band, in cui poi entrai io. Cominciammo a girare l’ Italia ottenendo un buon successo. Dopo vari cambiamenti ottenemmo la formazione fissa che ormai continua da 6/7 anni dove è presente anche Marco Morandi, figlio di Gianni. Di questi ragazzi ognuno ha la sua storia, c’è chi insegna, chi segue ancora lezioni di musica, chi ha un altro lavoro, tutti però hanno talento.{ads1}
Cosa ne pensate delle altre cover band?
Io credo che Rino possa cantarlo chiunque, non serve un grande talento e basta una leggera dimestichezza con la chitarra ed una discreta voce, perché la cosa importante è il messaggio. Noi come famiglia contestiamo chi cambia i testi o distorce l’immagine di mio zio e fa i propri interessi sul palco.
Una canzone che ti piace cantare di Rino, e che consideri il tuo cavallo di battaglia?
Da tempo il mio cavallo di battaglia è Ti ti ti.., ma nel corso degli anni ho apprezzato E la vecchia salta con l’asta, con la Rino Gaetano Band la suoniamo molto rock, e mi piace il ritmo che gli abbiamo dato.
Una canzone che secondo te rappresenta tuo zio?
Secondo me lo rappresenta Io scriverò , perché comunque è lui che si racconta, contesta e le osserva le cose da fuori e da dentro, è un viaggio anche per conoscere meglio lui.
Ed invece come rispondete alle accuse di droga, alcool e massoneria?
Noi siamo contrariati, in quanto abbiamo sia amici che hanno conosciuto e vissuto Rino e tutti, compresa mia madre smentiscono tutte queste accuse. Siamo sicuri che quella notte sia stato solo un incidente. Rino dava fastidio a molta gente perché non era solito star zitto, lui ciò che vedeva lo raccontava nei suoi testi e canzoni, raccontando anche cose raccapriccianti.
Si informava e studiava molto, forse avrà visto o sentito qualcosa che l’ha portato a subire minacce come quella famosa frase che disse ad un suo concerto in cui riferì che qualcuno voleva tappargli la bocca, forse è stato avvertito, ma lui non si è mai tirato indietro, come non si è mai schierato per nessun partito politico o movimento particolare. Posso dire con certezza che nessuno l’ha ucciso, di incidenti stradali se ne sentono tutti i giorni e purtroppo non sono una novità o esclusiva di Rino…
Riguardo invece la fiction Rai?
Per la fiction venne interpellata anche mia madre nella stesura del copione, ma non essendoci stato un contratto poi chi l’ha prodotta ha fatto come voleva. Claudio Santamaria non si aspettava di dover interpretare una parte del genere, perché lui era andato li in buona fede sperando di rappresentare il vero Rino, lo considero un bravissimo attore ed amico. Quella della fiction è una storia portata all’eccesso, non centra niente con lui, soprattutto la scena che guida con la bottiglia. Sono certo che mio zio non abbia mai guidato in una situazione come quella.
Possiamo aspettarci inediti di Rino Gaetano?
Sicuramente, abbiamo molto materiale ed ogni tanto le ascoltiamo per lavorarci sopra. Questo è un pensiero comune della mia famiglia di dar ogni tanto qualcosa di nuovo di Rino.
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Dario Argenziano

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