Ai David premiati Sorrentino e Virzì

Sono stati asseganti, come ampiamente previsto, tutti i riconoscimenti più importanti alle due migliori pellicole, selezionate tra quelle uscite tra il 26 aprile 2013 e il 29 aprile 2014, in un testa a testa che ha visto prevalere Sorrentino nove statuette a sette su Virzì. Sorprendentemente è Il Capitale Umano il Miglior Film secondo la Giuria dell’Accademia del Cinema Italiano presieduta dall’inossidabile Gian Luigi Rondi che oltre al premio più importante ha riconosciuto al film del regista livornese le migliori interpretazioni femminili grazie a Valeria Bruni Tedeschi miglior attrice protagonista e Valeria Golino non protagonista a cui si aggiunge il meritatissimo David a Fabrizio Gifuni quale miglior attore non protagonista. E’ lo stesso incredulo e felice Virzì, una delle poche ventate di freschezza nel piattume noioso della serata, ad asserire commosso che “siamo un Paese strano pieno di etnie, alterniamo scoramento e glorie, abbiamo celebrato la morte del cinema italiano e ora si trionfa con tanti premi a partire dal film di Paolo Sorrentino, con cui festeggeremo insieme questi David”. Il Capitale Umano si è inoltre aggiudicato i riconoscimenti per la migliore sceneggiatura, scritta da Virzì a sei mani con Francesco Piccolo e Francesco Bruni, il miglior montaggio di Cecilia Zanuso e il miglior fonico di presa diretta con Roberto Mozzarelli. In quest’annata incredibile del nostro cinema piena di riconoscimenti, dal Leone d’Oro all’Oscar per il miglior film straniero e al recente Gran Prix di Alice Rohrwacher a Cannes, brilla la stella di Paolo Sorrentino che paradossalmente non si aggiudica il miglior Film, ma arricchisce nel palmares variegato de La Grande Bellezza la miglior regia e miglior attore grazie all’inimitabile Servillo/Gambardella icona assoluta del suo sentire cinematografico.

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A questi vanno sommati i David assegnati a professionisti quali Luca Bigazzi per la fotografia, Stefania Cella per le scenografie, Daniela Ciancio per i costumi, Maurizio Silvi e Aldo Signoretti per il trucco e acconciature e per chiudere premiati anche L’Indigo Film di Nicola Giuliano e Francesca Cima per la produzione e a Chromatica per gli effetti speciali visivi. E le briciole? Se le sono accaparrate due opere interessanti quanto originali: La Mafia uccide solo d’estate esordio alla regia di Pierfrancesco Diliberto in arte Pif, che si è aggiudicato il David Giovani promosso da Agiscuola e assegnato da una giuria di ben 6.452 studenti di scuole superiori e università e la statuetta come migliore opera prima girato, a detta dello stesso regista “senza pagare il pizzo, per cui venite tranquillamente a Palermo a fare i vostri film”. Due Premi musicali per un altro film rivelazione di questa stagione, Song’e Napule esilarante escursione dei Manetti Bros nella realtà paludosa della musica napoletana si aggiudica la miglior canzone originale A Verità interpretata di Franco Ricciardi e il giusto riconoscimento a Pivio e Aldo De Scalzi come migliori musicisti.

Quattro i premi speciali assegnati quest’anno dall’Accademia a cominciare dall’ennesimo tributo a Sophia Loren premiata per la sua interpretazione de La Voce Umana, tratta dal celebre testo di Cocteau e diretta da suo figlio, un emozionatissimo Carlo Ponti che ha giustamente riconosciuto a sua madre la capacità di mettersi in gioco dopo una carriera come la sua. Momento toccante quello del riconoscimento postumo a Carlo Mazzacurati per la sua capacità unica di raccontare nel sue pellicole il suo Veneto dove è nato e lavorato fino all’ultimo, come altrettanto emozionante la standing ovation tributata al maestro Francesco Rosi seduto di fianco al Ministro Franceschini. Premiati anche Marco Bellocchio per la sua lunga e straordinaria carriera di regista e scrittore di cinema, Andrea Occhipinti che con la sua Lucky Red ha degnamente prodotto e distribuito il cinema italiano rispettandone le migliori istanze culturali. A chiudere il cerchio le due statuette relative alle miglior film dell’unione Europea e al Migliori Film Straniero che hanno visto prevalere Philomena di Stephen Frears grazie alla strepitosa interpretazione di Judi Dench e Grand Budapest Hotel affresco corale grottesco dell’eclettico regista Wes Anderson. Cala il sipario dopo un’interminabile maratona televisiva di oltre tre ore e la speranza di tutti i cinefili è di sicuro quella di poter rivivere in un futuro prossimo una stagione ricca di opere di qualità come questa tenendo ben presente che nonostante i disfattismi e gli inutili qualunquismi il nostro cinema c’è, è vivo e vegeto, pronto a dire la sua nel panorama internazionale. 

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Fabio Bandiera

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