Al Teatro di Documenti in scena Frida K.

CamaleontiErranti
in collaborazione con
Teatro di Documenti
presenta
FRIDA K.
atto unico di Valeria Moretti
uno spettacolo di e con Enrica Rosso
Roma – Teatro di Documenti
da giovedì 20 a domenica 23 marzo

L’interesse intorno alla figura della pittrice messicana Frida Khalo (1907-1954) trova nuova espressione quest’anno in Italia con mostre e spettacoli a lei dedicati: Roma (Scuderie del Quirinale) e Genova (Palazzo Ducale) presentano con un progetto congiunto e integrato due importanti mostre incentrate sulla sua opera, mentre al Teatro di Documenti – autentico gioiello nato dalla passione e dal genio di Luciano Damiani – viene presentato dal 20 al 23 marzo, alle ore 20, 45, (domenica 17.30), l’appassionante monologo Frida K., scritto da Valeria Moretti, messo in scena e interpretato da Enrica Rosso. Lo spettacolo è l’elaborazione della lettura scenica presentata a Orvieto nel 2007 nell’ambito della rassegna Venti Ascensionali, realizzata per raccogliere fondi a favore di AMREF.

Icona indiscussa della cultura messicana novecentesca, venerata anticipatrice del movimento femminista, marchio di culto del merchandising universale, seducente soggetto del cinema hollywoodiano, Frida Kahlo si offre alla cultura contemporanea attraverso un inestricabile legame arte-vita tra i più affascinanti nella storia del XX secolo. Eppure i suoi dipinti non sono soltanto lo specchio della sua vicenda biografica, segnata a fuoco dalle ingiurie fisiche e psichiche subite nel terribile incidente in cui fu coinvolta all’età di 17 anni. La sua arte si fonde con la storia e lo spirito del mondo a lei contemporaneo, riflettendo le trasformazioni sociali e culturali che portarono alla Rivoluzione messicana e che ad essa seguirono.
L’intensità magnetica dello sguardo, la bellezza e fierezza inusuali, una pittura sorprendente ed inquietante, l’incidente e la brutalità degli interventi chirurgici, la fiammante fede politica, le turbolente vicende amorose (dal matrimonio con il noto pittore Diego Rivera, alla liaison con Trotzky, con l’aggiunta di qualche intermezzo saffico), la poeticità dell’abbigliamento, la leggenda del surrealismo: questo è l’intramontabile mito raccontato nell’atto unico Frida K., che investiga a fondo sulla vita e la personalità della grande pittrice attraverso la voce e il corpo di Enrica Rosso in un’intensa prova attoriale.

“Come avvicinarsi ad un’icona del Novecento che si è messa in scena nella vita lasciandoci infinite, ipnotiche, immagini di sé?” – si chiede l’interprete-regista. “Una personalità di questo calibro pretende una grande misura e una rispettosa semplicità nella messa in scena, per restituirne, senza volerla imitare, la straordinaria energia vitale. Lavorando sulla sensualità della pittrice, così evidente negli scatti che la ritraggono, ma anche nei suoi quadri, mi sono ritrovata, quasi mio malgrado, a fare scaturire una lingua dal ritmo dolce, suadente, che profuma di esotico e quasi culla, salvo frangersi imperiosamente, come un respiro spezzato, quando il corpo si impone con le sue trafitture. Visivamente ho concepito un abito-costume che rendesse, al di là del folklore, il rigore di quest’artista straordinaria dal fascino magnetico. Seguendo la traccia di un diario, la mia Frida, colta nel privato, si fa compagnia raccontandosi a Nina Bonita, alter ego immaginario che lei fa affiorare disegnandolo con la punta delle dita (Frida stessa, costretta all’immobilità, aveva inventato questo gioco per riempire il vuoto della sua infanzia). Ormai vicina alla morte, Frida si da completamente al teatro dei ricordi e li ricompone in un personalissimo gioco dell’oca, vincendo con la creatività e una sorprendente forza di volontà, un’esistenza al limite della sopportazione. M’è parso urgente dar luce a tanto inequivocabile amore per la vita in un’epoca opaca che si trastulla di inezie.”

Teatro di Documenti – Via Nicola Zabaglia, 42
Prenotazioni dalle 10.30 alle 18.30
tel. 06/ 5744034 – 06/ 5741622 – 328/ 8475891
www.teatrodidocumenti.it
orario spettacoli dal lunedì al sabato 20.45, domenica ore 17.30

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Redazione Parolibero

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