Grave esplosione al porto di Livorno: morti due operai

Grave esplosione al porto di Livorno: morti due operai

Esplosione a Livorno ed è tragedia: scoppia un serbatoio di acetato di etile nella zona industriale. Due operai perdono la vita.

Due vittime di 25 e 52 anni: è questo il bilancio del grave incidente sul lavoro avvenuto a Livorno nel primo pomeriggio di oggi. Due operai dipendenti di una società specializzata nell’antinquinamento e nello svuotamento di serbatoi di carburante hanno perso la vita a seguito dell’esplosione di un deposito di acetato di etile. I due, avevano appena svuotato il serbatoio, poi l’esplosione. L’incidente è avvenuto poco prima delle 14,00, nel porto industriale, a nord della città, precisamente all’interno del deposito Costiero Neri, all’accosto 29 del porto.

I due operai, secondo una prima ricostruzione, stavano procedendo ai lavori di manutenzione, poi qualcosa è andato storto ed il serbatoio 62 è esploso. La causa sembrerebbe la formazione di una sacca di gas, avvenuta dopo lo svuotamento del carburante. Testimonianze raccontano che le vittime dell’incidente sarebbero state sbalzate per decine di metri dall’esplosione; una è morta sul colpo, l’altra durante il trasporto in ospedale.

I mezzi di soccorso sono arrivati in pochi minuti. Sul posto ambulanze e vigili del fuoco, i quali stanno ancora mettendo in sicurezza la zona. L’area nel deposito di oli combustibili è stata completamente evacuata, nonostante l’esplosione non abbia provocato alcun incendio (probabilmente perché il serbatoio era stato svuotato): sono decine i depositi di carburante nella zona, e, dai primi rilievi, il serbatoio esploso risulta inclinato. Al porto sono arrivati anche i parenti dei due operai, verso i quali il Sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, ha espresso vicinanza.

Ma che cos’è l’acetato di etile? – L’acetato di enile è un composto altamente infiammabile ed irritante, largamente usato come solvente per vernici, resine e colle, relativamente meno tossico di altri solventi clorurati. È anche utilizzato in uno dei metodi per la produzione di caffè decaffeinato.

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Ramona Bastiani

Io so di non sapere, diceva Socrate, ed è questo che mi spinge ad incamminarmi su sentieri inesplorati. Da sempre appassionata di classici greci e latini, mi laureo in...lettere, diranno i lettori...e invece no: giurisprudenza. Armata di pazienza e di coraggio, dritta verso l'ostacolo: il concorso in magistratura. Nel frattempo, pratica forense e tirocinio al Tribunale penale si sono presi il loro spazio. Mi piace esprimermi, in qualsiasi forma, se non esiste la invento. Parlando, ballando, facendo shopping, suonando la fisarmonica, interpretando norme di legge o scrivendo versi in rima, io devo dire la mia. Quale occasione migliore del giornalismo? Mentre mi godo le mie metamorfosi, non rinuncio alla pizza e alla zumba.