Periferie in marcia contro Marino. C’è anche Alemanno.

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Sabato 15 novembre, in quel dell’Esquilino, i membri di ben 62 Comitati di quartiere si sono radunati per manifestare contro il degrado della Capitale in generale, e contro l’amministrazione Marino in particolare. La Marcia delle Periferie, così è stato ribattezzato il corteo, doveva coinvolgere, secondo le previsioni, diecimila persone.

Ad arrivare fino in fondo, però, sono appena un migliaio (dalle 5/6 mila in partenza), provenienti da Tor Bella Monaca, Settecamini e altre borgate romane. A loro, si sono accodati per solidarietà anche i comitati di Prati-Centro Storico. La marcia, organizzata in quattro mesi da Franco Pirina, leader del Coordinamento Azioni operative Ponte di Nona, ha poi raggiunto piazza Santi Apostoli. In testa alla manifestazione, un vistoso striscione urla: “Ora basta, Marino Vattene” mentre, pochi metri dietro, un lungo tricolore di 35 x 12 m, srotolato per l’occasione, è incorniciato da decine di bandiere ondeggianti. Accanto a slogan tutt’altro che ameni e poco lusinghieri contro il Primo Cittadino, s’i intona l’Inno di Mameli. Aggressivi cartelloni inneggiano “Marino clandestino”, “Marino dimettiti”; altri, molto gettonati, ritraggono il Sindaco col naso da Pinocchio. Qualcuno osa forse un po’ troppo, e accompagna il canto col saluto romano.

Al centro dell’attenzione, teoricamente, c’è il degrado delle periferie. Ma le polemiche infiammano per le numerose problematiche, ormai fuori controllo, che affliggono la città di Roma: criminalità in aumento, campi rom e immigrazione senza criterio, roghi tossici nelle periferie e trasporto pubblico nel caos. “Vogliamo lanciare un messaggio forte – ha dichiarato Pirina – chiediamo di essere ricevuti dal Prefetto o dal Ministro degli Interni, perchè il sindaco Marino non è all’altezza di gestire Roma e il suo disagio. E’ la prima volta che le periferie si riuniscono e scendono in piazza ma, se non otterremo risposte concrete, questo non sarà che il primo passo“. Applausi di apprezzamento sono stati rivolti ai protagonisti dei fatti di Tor Sapienza, il quartiere ,alla periferia est di Roma, da giorni in prima pagina per le accese proteste anti immigrati.

Accanto ai quartieri, sfilano anche alcuni militanti neofascisti di CasaPound nonchè molti volti noti del centrodestra. Ricompare a sorpresa l’ex sindaco Gianni Alemanno, accolto tra approvazione e qualche fischio, che afferma: “E’ importante portare le periferie nel cuore di Roma, affinchè le proteste non rimangano circoscritte al quartiere. La protesta contro Marino è lo sfogo del disagio che rischia di esplodere“. Non manca neppure, tra gli altri, il vicepresidente dell’Assemblea Capitolina Giordano Tredicine nè Davide Bordoni di Forza Italia. Tuttavia, dalla manifestazione è stato giustamente bandito qualsiasi simbolo politico e un servizio d’ordine non ha consentito ad alcun politico di prendere pubblicamente la parola. Un aspetto, questo, che sottolinea il carattere di assoluta italianità della manifestazione, ufficialmente svincolata da partiti e fazioni, sebbene in larga parte alimentata da personalità vicine agli ambienti di destra.

Il 21 novembre, all’Eur, davanti al Palazzo delle Civiltà del Lavoro, è stata convocata una nuova mobilitazione- I presidenti dei Comitati, che hanno avuto modo di esporre la situazione a rischio in cui versa la periferia romana, assicurano: ” Non ci fermiamo qui. O interviene il governo o blocchiamo la città. Siamo pronti alla lotta fiscale, non pagheremo più le tasse”.

TWITTER: @Chiara_Carna

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Chiara Carnà