Investe e scappa, tragedia alla fermata Battistini

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Intorno alle ore 20, in via Mattia Battistini, incrocio con via Monti di Primavalle, nell’omonimo quartiere di Primavalle, nei pressi della fermata Battistini, una Lancia Lybra grigia, alla quale un posto di blocco della questura aveva intimato di fermarsi, prosegue a tutta velocità in una folle fuga nel centro abitato travolgendo sette persone, ferendone tre gravemente ed uccidendo una donna filippina di 44 anni. Dopo aver travolto i pedoni, l’auto ha continuato a procedere a velocità folle in via di Monte Spaccato dove si è fermata a causa di un tamponamento con un’altra vettura. Fermata una donna che era a bordo con altri due malviventi identificata successivamente come una residente del campo rom della zona.
Tanta paura sul luogo dell’incidente, dove un centinaio di persone affollavano il marciapiede all’uscita della stazione metro, dove tutti i feriti sono stati trasportati in ospedale, dopo la costatazione della morte della donna, altri tre passanti risultano essere in codice rosso al Policlinico Gemelli in gravissime condizioni. In queste ore gli agenti procederanno alla perquisizione dei campi rom di via Cesare Lombroso a Torrevecchia e a quello de La Monachina, sull’Aurelia, per individuare il conducente e l’altro passeggero dell’auto che ha seminato paura e terrore nelle strade della capitale.
Secondo i passanti, l’auto, prima di essere fermata, procedeva a zig-zag tra le auto in coda ad una velocità sostenuta, una volante avrebbe notato il comportamento anomalo del conducente ed ha proceduto al fermo del veicolo per un controllo. L’auto, non si sarebbe fermata ed avrebbe cominciato un tragico inseguimento che ha scatenato il panico di tutti i presenti.

La scena che appare è agghiacciante, un telo blu a copertura del corpo della donna, due teli bianchi a copertura dei resti sparsi sulla carreggiata e una parente della vittima in preda a un malore le cui urla si sentono dall’altra parte della strada. Un autobus fermo, il camioncino della mortuaria e una distesa di agenti della Polizia di Stato e della Municipale che fanno i rilievi mentre si aspetta il magistrato di turno. Incontriamo alcuni testimoni che parlano di una scena da film, come riportato da M., ragazza testimone oculare: “La Lancia Lybra proseguiva in direzione via Boccea contromano sulla carreggiata opposta al senso di marcia e a forte velocità”. Ancor più sconvolgente, come riportato dalla stessa testimone, sarebbe la presenza di una donna schiacciata sul parabrezza della vettura, di un’altra sul tettuccio e di una terza aggrappata al portabagagli dell’auto e trascinata per centinaia di metri . La vittima è stata invece travolta all’altezza della fermata della metropolitana mentre attraversava le strisce pedonali e lasciata con il cranio aperto poco dopo davanti la fermata dell’autobus dove il pirata ha travolto altre quattro persone, riducendole in fin di vita. “Abbiamo visto l’auto a forte velocità e ci siamo buttati sul lato della strada per evitarla. Sul tettuccio c’era una persona, un’altra sul parabrezza ed un’altra era attaccata dietro e trascinata. Non le ho viste in faccia ma sembravano donne – come confermato da un altro testimone secondo cui il vestiario delle malcapitate era tipicamente femminile – poi mi sono girata e ho visto una donna col cranio aperto. È sceso un ragazzo da una macchina e l’ha coperta con un giubbino catarifrangenti per darle un minimo di decoro”.

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Francesco Amoroso