Mosca, picchiare moglie e figli non sarà più reato

2017 e immaginavamo una civiltà futuristica: in realtà, sembriamo tornare indietro negli anni come dimostra la cosiddetta “legge sugli schiaffi” approvata proprio ieri in Russia.

Si tratta di una proposta di legge che agevola in un certo senso le violenze domestiche: infatti quello che nel codice penale russo era “reato di percosse in famiglia” ora viene declassato ad illecito amministrativo, abolendo quindi i due anni di carcere previsti dal codice stesso e introducendo invece il pagamento di una multa che va dai 5.000 ai 30.000 rubli (80-470 euro) o l’arresto da 10 a 15 giorni o 60-120 ore di servizio civile. La condanna ai due anni di carcere può avvenire solo nel caso in cui la violenza sia stata ripetuta più volte e quindi il soggetto in questione sia già stato punito dalla legge.

La legge sugli schiaffi, approvata in terza ed ultima lettura dalla Duma con 380 voti favorevoli (solo 3 contrari), verrà quindi presentata al Senato e al Presidente Putin per la sua definitiva approvazione. Grande soddisfazione da parte del presidente della Duma Vyacheslav Volodin, secondo il quale questa legge permetterà di costruire “famiglie forti”, così come Maria Mamikonian, impegnata in prima linea per la raccolta di firme a favore della norma, la quale ha dichiarato: “la famiglia è un ambiente delicato dove bisogna risolvere le cose da sé”. E le statistiche sembrano confermare questo entusiasmo: secondo i dati riportati dall’Istituto Vtsiom il disegno di legge è sostenuto dal 79% della popolazione russa, mentre i contrari rappresenterebbero solo il 33%. Intanto il web si è mobilitato raccogliendo oltre 200.000 firme grazie alla petizione Human Rights Watch. Era stata inoltre organizzata una manifestazione per il 28 gennaio in piazza Bolotnaya, ma il municipio non ha rilasciato l’autorizzazione, per cui si sta tentando di organizzarne un’altra per il 4 febbraio.

 

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Ludovica Pallotta