La madre del ragazzo suicida agli adolescenti: “straordinario è mettere giù il cellulare e parlarvi occhi negli occhi”

Lettera della madre ai giovani

Morire all’età di 16 anni per paura. Decidere di morire a 16 anni perché a quell’età, la comunicazione può risultare difficile, i piccoli problemi non sono mai dettagli e sentirsi incompresi è quanto più di difficile da esprimere agli altri. Protagonista del fatto di cronaca è un ragazzo di 16 anni morto suicida a Lavagna (Genova) in seguito alla perquisizione in casa perché era stato trovato con 10 grammi di hashish. Durante i funerali del figlio, la madre adottiva Antonella Riccardi ha deciso di parlare ai giovani.

Riportiamo qui la lettera della madre ai giovani

“Vi vogliono far credere che fumare una canna è normale, che faticare a parlarsi è normale, che andare sempre oltre è normale. Qualcuno vuol soffocarvi. Diventate protagonisti della vostra vita e cercate lo straordinario. Straordinario è mettere giù il cellulare e parlarvi occhi negli occhi. Invece di mandarvi faccine su whatsapp, straordinario è avere il coraggio di dire alla ragazza sei bella, invece di nascondersi dietro a frasi preconfezionate. Straordinario è chiedersi aiuto proprio quando ci sembra che non ci sia via di uscita. Straordinario è avere il coraggio di dire ciò che sapete. Per mio figlio è troppo tardi, ma potrebbe non esserlo per molti di voi, fatelo. Noi genitori invece di capire che la sfida educativa non si vince da soli nell’intimità delle nostre famiglie, soprattutto quando questa diventa una confidenza per difendere una facciata, non c’è vergogna se non nel silenzio: uniamoci, facciamo rete. In queste ore ci siamo chiesti perché è successo, ma a cercare i perché ci arrovelliamo. La domanda non è perché, ma come possiamo aiutarci. Fate emergere i vostri problemi. Le ultime parole sono per te, figlio mio. Perdonami per non essere stata capace di colmare quel vuoto che ti portavi dentro da lontano. Voglio immaginare che lassù ad accoglierti ci sia la tua prima mamma e come in una staffetta di passarle il testimone affinché il tuo cuore possa essere colmato in un abbraccio che ti riempia per sempre il cuore. Fai buon viaggio piccolo mio”, ha concluso, commossa, Antonella Riccardi.

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Mariachiara Oliva

Più conosciuta sotto falsa identità, i suoi migliori amici sono i libri, la musica e la scrittura. Cura un blog e ha scritto un lungo componimento poetico, ma sempre sotto falso nome. Non ama parlare di sé, preferisce che lo facciano gli altri. Ma in sua presenza, che sia chiaro. Da quando collabora con TV & Costume ha capito che il televisore non è solo un'estensione del tavolino.