Capello e la dura legge del gol

Che la partita delle 18 ore italiane avesse dei ritmi lenti a causa del clima, lo si era capito già nelle gare precedenti. A maggior ragione, se a disputarla sono due squadre come il Belgio e la Russia, abituate a condizioni atmosferiche tutt’altro che tropicali. Peccato però, perché le motivazioni per dare il massimo in questo scontro di certo non mancavano. Il Belgio aveva poco da perdere in realtà, ma avendo ricevuto il battesimo di “squadra rivelazione” ancor prima di disputare i Mondiali, aveva il dovere morale di soddisfare le aspettative dopo la gara poco brillante contro l’ Algeria. La Russia invece, reduce da uno sfortunato pareggio contro la Corea del Sud, aveva estremamente bisogno di punti contro la sua antagonista principale del girone H. {ads1} La partita in realtà rivela tutto tranne le forti motivazioni descritte poc’anzi. La Russia difende con una linea che spesso diventa a 5, lasciando al solo Kokorin le poche iniziative offensive, principalmente in contropiede. Il Belgio nel primo tempo cerca di scardinare la difesa avversaria, ma Hazard e Lukaku riescono a fare ben poco. Ottime invece le incursioni di Mertens, decisamente l’uomo più pericoloso della sua squadra. Bene anche De Bruyne e l’ onnipresente Fellaini, ma nessuno di loro nel primo tempo riesce a fare la differenza. A intermittenza però si fa sentire la Russia: qualche tiro da lontano, un presunto rigore su Kanunnikov ed un pericoloso colpo di testa di Kokorin.

 

Nel secondo tempo la trama è più o meno la stessa. Nessuna delle due squadre trova il varco giusto, ma la differenza principale rispetto alla prima frazione di gioco è che, con il passare dei minuti, la Russia acquista campo e fiducia, fino a possedere a tratti il pallino di gioco. Tutto questo però, non si traduce in “sensazioni forti”, citando una storica canzone di Vasco Rossi, tanto che il C.t del Belgio Wilmots, dal canto suo, pensa di sostituire l’ impalpabile Lukaku con il diciannovenne Origi, attaccante del Losc Lilla. Che Lukaku non abbia preso benissimo la sostituzione, lo si evince dal labiale che, in qualsiasi lingua lo si interpreti, risulta facilissimo da intendere. Ma la punta dell’ Everton si sbagliava di grosso. Poco dopo esce anche Mertens, entra Mirallas e prende il palo su punizione. La partita inizia a suggerire qualcosa, e forse un uomo di esperienza come Don Fabio Capello lo ha capito qualche istante prima degli altri, ma non abbastanza per impedire ad Hazard il suo guizzo inaspettato, che ha permesso al giovane Origi di insaccare indisturbato un pallone che vale la qualificazione agli ottavi. Eppure la Russia aveva trovato coraggio, creando anche diverse azioni da gol, alcune eclatanti, come quella di Kokorin, il ragazzo prediletto di Capello al quale è stato affidato l’ attacco russo. Forse non è stato abbastanza, forse serviva affiancare a Kokorin un attaccante più scaltro come Kerzhakov. O più semplicemente, se a fine primo tempo fosse entrato il colpo di testa del numero 9 russo, avremmo parlato di un’ altra partita. Ma la dura legge del gol, ormai, la conosciamo tutti.

Dr_Lexus08

 

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Alex Marino

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