Uccisa moglie del killer: Trump sbaglia strage

Uccisa moglie del killer – “Un corpo riverso a terra, ormai privo di vita”: lo sceriffo della contea di Tehama, Phil Johnson non ha dubbi; la strage ai danni di un’intera scolaresca della California ha avuto inizio proprio dalla lite tra il macabro killer e la moglie, prima vittima della strage. Una scena raccapricciante ambientata tra le mura della Rancho Tehama Elementary School che, alle 8 del mattino di ieri si è trasformata in un lazzaretto di follia e desolazione. Kevin Neal, in preda ad una folle irrazionalità, ha iniziato asparare centinaia di colpi fuori dalla scuola fino a quando la polizia non è riuscita a porre fine all’ennesima strage dell’ennesimo schizofrenico squilibrio umano. L’uomo, indifferente agli ammonimenti dell’autorità pubblica intervenuta per ristabilire l’ordine è stato, infine, colpito a morte dalla polizia.

Uccisa moglie del killer – Una strage che si poteva, forse, evitare. La signora Neal, prima vittima del serial killer, si era rivolta alla polizia qualche ora prima della strage, denunciando violenza e maltrattamenti da parte del “marito padrone”. Una lite che, invece, è degenerata in una strage di vittime innocenti: insieme alla moglie del killer hanno perso la vita 4 bambini. L’uomo avrebbe dapprima sparato contro muri e finestre della scuola poi, non riuscendo ad entrare nell’edificio, sarebbe salito a bordo della sua auto,prendendo di mira gli agenti che, nel frattempo, cercavano di porre fine all’intera vicenda. Secondo i dati delGun Violence Archive, la strage di ieri “ è stata la diciassetesima sparatoria di massa compiuta questo mese negli Stati Uniti”.
Grande imbarazzo, invece, per Donald Trump che confonde la strage di ieri in California con quella della settimana scorsa in Texas e che, ignaro dell’eclatante equivoco scrive su twitter: “Che dio sia con la gente di Sutherland Springs, Texas. L’Fbi e le forze dell’ordine sono arrivate”.

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Annamaria Di Sibio

Passione e malinconia. Si, la vita è passione e malinconia; come l'estate e i rigidi inverni dell'anima, come la pioggia, con il suo triste e malinconico ticchettio, preludio alla primavera e poi l'estate, e ancora l'estate e l'eterna passione per la vita. Dura ma meravigliosa questa vita.Un dono inestimabile questa nostra esistenza: non siamo nati per sopravvivere, ma per vivere intensamente questo paradiso terrestre magicamente imperfetto che ci addestra leoni nella giungla d'asfalto della quotidianità. Cosa sarebbe la vita senza la malinconia? Che sapore avrebbe la felicità fine a se stessa, la gioia senza la soddisfazione del merito, della fatica, della sana competizione? Che sapore avrebbe una vita priva di coraggio, di lotta per la sopravvivenza e cosa sarebbe una vita senza ambizioni? Tristezza. Sarebbe insipida, inutile, sterile, frigida tristezza. Anche oggi la malinconia prende il sopravvento, mi lacera, mi incupisce, mi fa piangere. Io e la malinconia: amiche, compagne, sorelle. Abbiamo percorso lunghi sentieri, a volte tortuosi, a volte ripidi eppure siamo ancora qui, io e lei , a ridere delle paure del passato, a brindare alle vittorie ottenute, a benedire gli errori che ci hanno plasmato così come siamo adesso: vive, malinconicamente vive, magicamente noi, io e lei, la mia malinconia. La malinconia è donna, ne sono certa. Ha lunghi capelli nero corvino, proprio come i miei. Bussa ogni giorno alla mia porta per farmi compagnia, per ricordarmi che la fragilità è umana, che la tristezza e il dolore fanno parte della vita e che, senza di loro, non potrebbe esistere la felicità. Gioia e dolore: due facce della stessa medaglia, due modi di vivere e di pensare la vita. Si, la vita è ciò che pensiamo, è come la viviamo, è come la amiamo. La vita siamo noi. Questa sono io.