Htc lo smartphone del futuro

Htc torna sul mercato e lo fa prepotentemente. Dopo le delusioni recate ai propri fan con l’uscita dell’ultimo smartphone di casa, l’M9, l’azienda Taiwanese ha annunciato la scorsa settimana a Barcellona che il nuovo modello, l’Htc One M10, sarà presto sul mercato. Tramite il proprio profilo Twitter la società ha inoltre comunicato la fisionomia del prossimo esemplare top di gamma, uno Smartphone dalle forme tondeggianti e dagli angoli notevolmente smussati.
Nel 2016 sono stati già presentati al grande pubblico il Samsung Galaxy s7 e l’Lg G5: manca dunque all’appuntamento soltanto il top di gamma a firma Htc, in attesa che venga presentato ufficialmente anche il tanto atteso Huawei P9.
Htc One M10, stando a quanto riportano le fonti, disporrà di uno schermo da 5,2 pollici con risoluzione qHD da 2560×1440 pixel e una fotocamera posteriore da 12 megapixel ultrapixel.

Htc

Ma proprio da Barcellona il vicepresidente degli Htc creative labs, Drew Bamford, fa sapere che c’è tutta l’intenzione di avviare un cambio di strategia, restituendo lustro non solo alla gamma più elevata di prodotto ma anche ad altre produzioni di fascia media ,come la linea Desire.
Nel frattempo lo stesso bamford ha affermato che verranno portate diverse cose interessanti sul mercato, riferendosi con tutta probabilità all’Htc Vive, debuttante nell’azienda taiwanese per quel che concerne il mercato della realtà virtuale: da ieri è infatti possibile prenotare, al prezzo di 899 euro, questo pezzo che sarà però in commercio soltanto dal prossimo 1 aprile, pezzo che è la decisa risposta a chi, come Oculus Rift, già da qualche tempo ha tastato il mercato della virtual reality. Con Htc Vive l’utente potrà vivere un’esperienza parallela virtuale, isolandosi totalmente dalla realtà esterna (grazie anche alle cuffie integrate nel dispositivo), ma a differenza di Oculus potrà sfruttarne, grazie a due sensori da sistemare nel luogo in cui si intende utilizzare il visore, le potenzialità non solo da seduto ma anche passeggiando per una stanza.

 

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Federico Lordi