Messico e Stati Uniti lavorano alla modernizzazione della frontiera

Gli ultimi due argomenti, maggiormente delicati, attuali e urgenti rispetto al primo, più che trattati sono stati accennati, visti i ‘lavori in corso’, da parte del governo statunitense, rispetto all’apertura e alla tolleranza delle leggi migratorie nei confronti dei numerosi cittadini messicani all’interno del Paese, per i quali sono previsti interventi di legalizzazione. Non essendo dunque attiva e, quindi, completamente sicura la messa in atto di questa riforma, il presidente messicano non ha voluto indagare troppo riguardo ciò, in modo da rendere possibile il sereno andamento dei procedimenti, senza troppe interferenze, all’interno degli Stati Uniti. Peña Nieto, a sua volta, ha espresso il progetto di ridurre il più possibile la migrazione illegale di persone e l’ingresso, altrettanto illegale, delle armi all’interno del proprio Paese; allacciandosi a questo tema, anche Obama ha dichiarato la necessità del controllo della vendita delle armi negli Stati Uniti.

Il cardine delle due conferenze dei giorni 2 e 3 maggio, tenutesi rispettivamente presso il Palacio Nacional di Città del Messico, sede del potere esecutivo federale del Paese, e presso il Museo di Antropologia della capitale messicana, è stato però quello riguardante i progetti di integrazione economica. Entrambi i Paesi hanno infatti come obiettivo quello di creare dinamiche e potenti connessioni commerciali tra le due aree, promuovendo l’innovazione, l’imprenditoria, l’aumento di posti di lavoro e dando un impulso alla competitività con i mercati più dinamici del mondo, come quello asiatico, attraverso la vendita complementare di prodotti messicani e statunitensi. I progetti sono diversi e di fondamentale importanza, e il Messico è un Paese con un grande potenziale, un’economia dinamica, giovane, un popolo lavoratore e instancabile; è giusto quindi che il potente vicino collabori alla sua crescita e non allo sfruttamento.

Fonti: http://www.cnnexpansion.com/economia/2013/05/03/museo-antropologia-obama-mexico-economia

di Ilaria Francesca Petta

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Ilaria Francesca Petta

Più di là che di qua, nel senso metaforico...ma anche letterale. Classe 1986, nasco sotto il segno dei gemelli, di cui sono una chiara rappresentazione. Senza terra sotto ai piedi, con uno spiccato senso internazionalistico, credo che l'Italia sia un Bel Paese in declino, legato ancora a un glorioso passato. Laureata in lingue e traduzione, mi sono immersa in questa odissea, chiamata giornalismo, a 26 anni..forse tardi, ma assicuro che sto recuperando in pieno. Masterizzata in Comunicazione e Media nelle Relazioni Internazionali girovago come tirocinante, al momento nella Commissione europea a Roma.

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