Chris Christie e gli scandali in New Jersey

Christie era, suo malgrado, balzato agli onori della cronaca ad inizio gennaio, per via dello scandalo Bridgegate, dovuto al blocco delle corsie del ponte che collega Manhattan al New Jersey, protrattosi per quattro giorni consecutivi a settembre.
Sembra che Bridget Anne Kelly, membro dello staff del Governatore, avesse intrapreso quest’ iniziativa come ritorsione nei confronti del sindaco di Fort Lee, Mark Sokolich, “colpevole” di non aver sostenuto la rielezione di Christie. Per lo “Stato Giardino” la decisione dell’assistente del Governatore, ora congedata, aveva portato a un significativo e caotico aumento del traffico, ma è l’amministrazione Repubblicana a pagarne ora le conseguenze più negative in termini di immagine e credibilità. Pur non possedendo il sensazionalismo di uno scandalo sessuale o l’eco di una violazione dei diritti civili, l’episodio potrebbe seriamente danneggiare la reputazione di colui che, almeno finora, era visto come il più probabile candidato Repubblicano alle prossime presidenziali.

 

Il Governatore ha dichiarato di essere all’oscuro dell’azione intrapresa dai propri collaboratori, che la prossima settimana saranno chiamati a testimoniare sul caso : «Ciò che ho visto oggi per la prima volta è inaccettabile. Sono oltraggiato e profondamente rattristato nell’apprendere di essere stato ingannato da un membro del mio staff, ma tale inappropriata e non autorizzata condotta è stata messa in atto senza che io ne fossi a conoscenza […] Questo genere di comportamento è inaccettabile e non sarà tollerato, perché la gente del New Jersey merita di meglio. Questo comportamento non rappresenta in alcun modo né me né la mia Amministrazione, e gli interessati dovranno rispondere delle loro azioni».

Pur rivendicando la propria innocenza, Christie ha ritenuto di doversi scusare con la gente del New Jersey per la condotta di alcuni esponenti del proprio team. Ha licenziato Bridget Kelly «perché ha mentito», ma ha anche aggiunto: «Non ne sapevo nulla, ma rimane comunque una mia responsabilità, perché sono il Governatore, per cui me ne assumo la responsabilità […] Sono stati commessi degli errori, di cui io sono responsabile, ma il test sulla leadership consiste in questo: nel chiedersi, una volta scoperti quegli errori, cosa fare. Io sono qui per gestire questa situazione. È difficile da fare, ma è il mio lavoro». A riprova che, almeno negli Stati Uniti, l’ “insaputismo” non possa essere considerato un’attenuante.

Claudia Pellicano

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