Ramadan: mese di digiuno e di specialità

Un mese di digiuno, ma anche di specialità che rendono unica la cucina Medio Orientale, ma andiamo a conoscerla meglio. Il mese di Ramadan è sacro per i mussulmani, è il nono del calendario islamico e la tradizione vuole che questo sia il mese durante il quale è stato rivelato il Corano come guida per gli uomini e prova di retta direzione. Il digiuno durante questa ricorrenza è una pratica fondamentale e costituisce uno dei Cinque Pilastri dell’Islam. Non tutti sanno che durante il Ramadan i mussulmani non solo non possono mangiare ne bere alcun cibo o bevanda dall’alba fino al tramonto, ma devono anche astenersi dal fumare, praticare attività sessuale, dal coltivare qualsiasi tipo di brutto pensiero o azione e dal litigare. Un mese di purificazione generale nel quale il fedele impara a tenere sotto controllo i suoi desideri. Prima dell’alba si consuma un pasto molto leggero, per affrontare la giornata, chiamato Suhoor. Dopo il tramonto, secondo la tradizione, si deve interrompere il digiuno mangiando dei datteri in numero dispari come faceva il Profeta, il pasto d’interruzione del digiuno viene chiamato Iftar. Talvolta i datteri vengono lasciati ammorbidire in un bicchiere di latte, il frutto renderà più dolce la bevanda e il liquido ammorbidirà di più il dattero.{ads1} Oltre ai piatti tipici che possiamo degustare tutto l’anno nei paesi del Medio Oriente come l’hummus ( crema di ceci), il babaganoush (crema a base di polpa di melanzane) o la kofta ( polpette molto speziate di carne di agnello o mista di manzo e agnello) ci sono alcune delizie che vengono preparate esclusivamente in occasione del Ramadan, Il Katayef (o atayef) è uno di questi. È un dolce a base di farina piegato molto similmente ad un calzone e farcito con frutta secca. In Palestina viene preparata una variante leggermente differente, la farcitura è composta da panna o formaggio dolce solitamente con l’aggiunta di pistacchi tritati, ma andiamo a vedere la preparazione del Katayef tradizionale nel dettaglio:

PER LA PASTA:

INGREDIENTI:
2 tazze di farina
1 tazza e mezza di latte
2 cucchiaini di zucchero
mezzo cubetto di lievito di birra fresco
un bicchiere e mezzo di acqua tiepida

PREPARAZIONE:
In una ciotola mescolate lo zucchero, il lievito e l’acqua tiepida e lasciate riposare il composto per qualche minuto. Nel frattempo, in un’altra ciotola, mescolate il latte con la farina, poi con delle fruste unite i due composti mescolando bene per evitare la formazione di grumi.
Coprite il tutto con una pellicola e lasciate riposare il composto per 40 minuti.
Trascorsi i 40 minuti oliate una padella antiaderente e quando l’olio sarà ben caldo versate un cucchiaio di composto, lasciate cuocere il katayef solo da un lato, capirete che è cotto quando sulla superficie si formeranno delle bollicine molto similmente ai pancake. Tolti i katayef dal fuoco metteteli su di un piatto ricoperto di carta assorbente e poi copriteli per evitare che si secchino facendovi risultare difficile la chiusura dopo essere stati farciti con il ripieno.

PER IL RIPIENO

INGREDIENTI:
frutta secca mista
cannella
uvetta

Mescolate la frutta secca triturata in piccoli pezzi con l’uvetta e la cannella ( a scelta si può aggiungere del cocco disidratato) e mettete un cucchiaio di ripieno al centro del Katayef. Ripiegate la pasta su se stessa come fosse un calzone e friggete il tutto in una pentola con abbondate olio bollente. Una volta pronti potrete cospargere i katayef con uno sciroppo dolce e molto semplice.

PER LO SCIROPPO:

INGREDIENTI:

2 tazze di zucchero
1 tazza d’acqua
1 cucchiaio di succo di limone

PREPARAZIONE:
Lasciate riscaldare l’acqua con lo zucchero fino a quando quest’ultimo non si sarà sciolto completamente. A questo punto aggiungete il succo di limone e lasciate bollire per 20 minuti. Quando il composto avrà assunto una consistenza simile a quella di uno sciroppo spengete il fuoco e lasciate raffreddare lo sciroppo a temperatura ambiente. Quando si sarà raffreddato potrete distribuirlo sopra i katayef.

 Potete provare a degustare questo dolce durante tutto l’anno mettendovi alla prova con questa ricetta. 

                            

@amiraabdel13

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Amira Abdel Shahid Ahmed Ibrahim

Amira Abd El Shahid Ahmed Ibrahim è nata a Roma, nonostante il nome che sembra uscito da un documentario di Super Quark e il cognome così lungo da convincere il funzionario dell’anagrafe a cambiare mestiere il giorno in cui è venuta alla luce possano depistare circa il suo luogo di nascita. Nata sotto il segno dei pesci è una meticcia: metà del sangue che le scorre nelle vene è arabo. Condivide la sua dimora con due gatti grassi, predilige alla maggior parte delle persone i quadrupedi che non hanno il dono della parola, ma all’occorrenza si adatta a interagire con il genere umano. Dopo la cucina, arte nella quale si diletta spesso per rendere chi la circonda una persona più felice e formosa (perché grasso è bello o perlomeno simpatico) e l’arricciarsi i capelli, Amira ha anche degli hobbies che implicano l’uso del suo quoziente intellettivo come: leggere e scrivere. Due funzioni di elementare apprendimento che lei svolge con grande passione. Collabora con il quotidiano on-line Lineadiretta24 nella sezione Gossip e Tv dal novembre 2013. Caporedattrice della rubrica di viaggi dal 2016. Leggermente sindacalista dentro odia le ingiustizie che “affollano” il pianeta. Conta di cambiare il mondo un giorno, o di conquistarlo.

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