Carcere duro per Mafia Capitale

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“Sto bene. Non mi manca nulla. Grazie per la visita”, sono queste le parole che l’ex Nar Massimo Carminati ha rivolto al deputato Pd, componente delle Commissioni Giustizia e Antimafia, Davide Mattiello che durante le feste è andato a trovarlo nel carcere di Parma dove è detenuto in regime di 41 bis, il carcere duro.

Per l’uomo al vertice di Mafia Capitale questo è il secondo trasferimento, dopo il passaggio dal penitenziario di Rebibbia a quello più duro di Tolmezzo in provincia di Udine, avvenuto il 13 dicembre. A Parma è detenuto anche il boss dei Corleonesi Totò Riina. Oltre a Massimo Carminati sono stati trasferiti dai carceri romani la maggior parte dei presunti vertici dell’organizzazione criminale “Mafia Capitale”. E la decisione è stata motivata con “incompatibilità ambientale”, avendo molti contatti nella criminalità e nella malavita locale. Parma è comunque un carcere più duro, ma ha anche un centro medico più attrezzato. Cosa che sicuramente serve a Carminati che “ha un frammento di pallottola nel cranio, quella sparata da un poliziotto nel 1981 che gli ha portato via l’occhio sinistro. Ha inoltre un’ablazione totale del bulbo oculare ed è costretto a una pulizia e a un cambio cerotto quotidiani perché c’è sempre rischio di infezione”, come ha riferito il legale dell’ex Nar Giosuè Naso.

La scelta del carcere duro per i componenti del clan di Mafia Capitale conferma l’impianto accusatorio iniziale per cui non si parla più di un’organizzazione criminale di strada che viveva di estorsioni, usura, rapine e detenzioni di armi. Ma di un’associazione che, secondo gli inquirenti, in coincidenza con l’elezione a sindaco di Gianni Alemanno e grazie all’accordo tra Massimo Carminati e Salvatore Buzzi, sarebbe arrivata a controllare l’intera attività del Comune di Roma e delle sue partecipate (Ama e Ente Eur). Il connubio Carminati-Buzzi, attraverso le cooperative di quest’ultimo, avrebbe permesso di controllare il verde pubblico, la gestione dei rifiuti differenziati, le varie emergenze nomadi, immigrati, neve e alloggi. Praticamente tutto il settore della pubblica amministrazione comunale.

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Giulia Lucchini