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Amadeus, il dramma della malattia che l’ha colpito: “Ricovero ospedaliero…”

Amadeus-Lineadiretta24

Un improvviso ricovero ospedaliero per Amadeus? La malattia che lo ha colpito, il dramma della famiglia e il racconto

Amedeo Umberto Rita Sebastiani, per tutti Amadeus, è un simpatico conduttore che dopo diverse esperienze in radio come speaker si è fatto apprezzare in tv per il suo modo leggero e simpatico di condurre.

Diversi i programmi che lo hanno visto alla guida, da L’Eredità a Reazione a catena, da I Soliti Ignoti fino ad approdare, per parecchi anni di fila, al prestigioso palco del Festival di Sanremo come conduttore e direttore artistico. Nella vita privata Amadeus è sposato con l’amatissima Giovanna Civitillo, conosciuta nel ruolo di ballerina in uno dei suoi programmi, e i due hanno un bambino, Josè Alberto, nato nel 2009.

La malattia di Amadeus

La vita di Amadeus però nasconde anche una tragedia sfiorata, un dramma che ha gettato nello sconforto la sua famiglia a causa di una malattia che lo ha colpito e che ha raccontato in diverse interviste. Una malattia che lo ha portato sulla soglia della morte per diverso tempo, la durata del suo lungo ricovero ospedaliero, confessa a Ok Salute.

Un’esperienza che lo ha segnato profondamente e che gli provoca ansia: “Per non parlare del disagio che provo quando mi capita di mettere nuovamente piede in un ospedale, anche se per motivi niente affatto preoccupanti, come magari la partecipazione a un’iniziativa di beneficenza. Va da sé che non appena avverto un minimo sintomo di qualunque genere mi precipito dal medico. È il mio modo di reagire all’ansia”. Ma di che malattia si tratta? E quando è avvenuto?

Il racconto

Amadeus ha confessato che a soli 7 anni è stato colpito da una nefrite, un’ infiammazione dei reni, che lo ha portato ad un ricovero durato ben due mesi ed una convalescenza lunga durante la quale ha dovuto condurre una vita tranquilla, ben diversa dai suoi coetanei.

Amadeus e sua moglie Giovanna-Lineadiretta24

Dice: “Di quel periodo conservo ancora un ricordo molto nitido. E ricordo che, anche se poi si è concluso tutto per il meglio, nei due anni successivi ho dovuto rinunciare a correre, scatenarmi, perfino a praticare sport, come invece, a quell’età, si ama tanto fare”.

Per fortuna tutto è andato per il meglio, il bambino Amadeus è guarito  con grande gioia della famiglia. Ma una simile esperienza non poteva non  lasciare strascichi: “Credo che quel disagio vissuto in un’età così delicata mi sia rimasto appiccicato addosso. E anche se fortunatamente non mi è più accaduto nulla di particolarmente grave, mi basta ascoltare qualcuno che mi confida i suoi problemi di salute da assorbirli a tal punto da caricarmi d’ansia. Immedesimandomi fino a pensare che potrebbe succedere anche a me o a un mio caro, a come potrei reagire, comportarmi”.