Weekend d’autunno: Ladyhawke e il volo dell’aquila

Sguardi sbiaditi
Nel ceruleo cielo:
L’alba infrange le imponenti
Sponde d’infinito.
All’orizzonte
L’erculeo sguardo sorregge
Le maestose vette di sorrisi affranti
Nel celeste azzurro di un’aurora che rinasce
Alla malinconia.”

(A L’Aquila, poesie- A. Di Sibio)

E li chiamano weekend

Non c’è poesia più bella dei caldi colori autunnali, quando l’arancio delle foglie foglia abbandona le fulve fronde di secolari arbusti, fino a spogliarli di quella surreale malinconia che solo ottobre sa regalare. E così tutto cambia: insieme al camaleontico spettacolo della natura anche le austere città si trasformano in oasi bucoliche accarezzate dal soffice manto giallo rossastro di un decadentismo naturalistico che ammalia, fino a mozzare il fiato. Autunno: è questa la stagione che dà il benvenuto al nuovo anno. Un lungo calendario di impegni, di propositi ma anche di piacevoli pause relax ci aspetta. E così , via libera alle short holidays, minivacanze organizzate sotto forma di romantici weekend alla scoperta dei borghi più belli d’Italia. Ma, se preferite mete più “impegnative” le città d’arte del Bel Paese, quest’anno, pullulano di eventi, mostre, percorsi enogastronomici che nulla hanno da invidiare alla torrida e festaiola estate appena trascorsa. E allora, non c’è tempo da perdere: il prossimo weekend si avvicina e noi, come al solito, siamo andati a caccia dell’offerta super esclusiva, anche per le vostre tasche, da cogliere “al volo”!

Abruzzo wild

Siete stanchi delle interminabili sedute da competizione sulle “corsie d’emergenza” degli affollati stabilimenti balneari, alle prese con l’inconfondibile lettino azzurro mare , trampolino di lancio per l’ ardente rincorsa ai torridi solarium di ferragosto?
Tranquilli, le sfide all’ultimo raggio di luce per sfoggiare la tanto “oliata” tintarella color cioccolato saranno presto un triste e lontano ricordo. Il momento della riscossa è arrivato, insieme al brivido autunnale da “sindrome refrigerante”; al riparo dalle proverbiali ondate di calore che, da un pò di tempo a questa parte, hanno anche un nome di battesimo. E così possiamo dire addio, una volta per tutte, ai Nerone, ai Caronte o ai Flegetonte di turno e godere di giornate decisamente più miti.

E’ finalmente giunto il momento di farsi rapire da quello che i tour operators acclamano come il “tormentone mordi e fuggi”del prossimo autunno: la weekend mania, per concedersi una breve pausa dallo stress delle vacanze estive e dalla “sindrome da rientro” dalle ferie. Perchè non c’è niente di meglio che rilassare mente e corpo attraverso il “training autogeno” di ossigenanti passeggiate ad alta quota, tra le montagne abruzzesi dell’aquilano, alla scoperta di un’ incantevole oasi naturalistica inserita, anche quest’anno, all’interno della prestigiosa classifica dei Borghi più belli d’Italia: Rocca Calascio ci aspetta!

Il castello di Ladyhawke

Vi piacciono le storie a lieto fine? Quello che stiamo per proporvi è davvero un weeekend da fiaba! Correva l’anno 1985 e la splendida Michelle Pfeiffer,  nel ruolo dell’eterea e surreale Ladyhawke, veniva eletta icona di un genere, il fantasy, che a suon di amletici idilli Shakespeariani di amori contrastati, incantesimi, cavalieri, armi ed eroi è diventato, da subito, il cult anni ‘80 di un’intera generazione di cinefili. Un film da scene da “mille e un castello incantato” che deve la sua grande fortuna soprattutto alla sua suggestiva ambientazione. E’ in Abruzzo, sullo sfondo della splendida Rocca Calascio,Rocca Calascio che il castello delle meraviglie si trasforma in luogo incantato di intrecci, malefici, metamorfosi: un’atmosfera da “brivido caldo” che la macchina da presa del regista Richard Donner ha saputo immortalare anche grazie all’ausilio di una scenografia “paesaggistica” da premio Oscar.

La splendida roccaforte abruzzese, a colpi di primi piani, corto e lungometraggi gravitazionali, domina incontrastata tra i tiepidi bagliori di albe e tramonti, in bilico tra arte scenica e spettacolarizzazione naturalistica: mentre il giorno e la notte scandiscono il destino di una grande storia d’amore, quella tra Isabeau e Navarre, che si trasformano rispettivamente in falco e lupo, l’imponente roccaforte domina la scena da un’altitudine di 1450 metri (s.l.m.). Non c’è aggettivo adatto a descrivere l’incanto di Rocca Calascio, il borgo dei borghi, perla d’Abruzzo, roccaforte calcarea indenne all’usura del tempo e alle calamità naturali che, più volte, nel corso dei secoli, si sono abbattute su questa terra e sulla monumentale e storica fortezza. Danneggiato dal terremoto del 1703, il castello è stato sottoposto ad una serie di restyling tra il 1986 e il 1989. La struttura, in pietra bianca a conci squadrati, è cinta da una cerchia muraria merlata in ciottoli e consta di quattro torri d’angolo a base circolare. Il castello domina, come un totem di pietra immerso tra i monti, l’intera valle del Tirino e l’altopiano di Navelli, a pochi chilometri di distanza da Campo Imperatore. Numerosi sono gli eventi che scandiscono, tra i chiaroscuri orizzonti della fiabesca rocca, la nuova stagione autunnale che, quest’anno, sarà all’insegna del wild weekend:aquila1 aquile, falchi, poiane, gufi e lupi cecoslovacchi regaleranno ai bambini di ieri e di oggi la magia di una grande avventura targata Falcong life.

Falcong: il volo dell’aquila

L’uomo che sussurra alle aquile e al falco Isabeau è pronto, anche quest’anno, a sorprenderci e a regalarci il sogno di un weekend indimenticabile. Compagno dei lupi cecoslovacchi Deha e Navarre; inseparabile dal suo nobile destriero Bolero, stallone andaluso, con il quale ha vissuto avventure straordinarie Falcong, alias Giovanni Granati, è pronto a svelarci i segreti dell’antica falconeria inaugurando il weekend più wild del variegato autunno 2017. I paradisi incantati dell’Abruzzo ci aspettano, insieme al panorama da brivido di infiniti orizzonti da esplorare attraverso il volo di un’aquila d’eccezione, la maestosa Inca, icona rapace delle alte vette del Gran Sasso. Un moderno “falco a metà”: Giovanni Granati si prepara a varcare i confini nazionali attraverso un film documentario sull’arte della falconeria che uscirà in tutte le sale cinematografiche prima negli Stati Uniti, poi in Medio Oriente e, da marzo 2018, arriverà in Europa, nell’harem selvaggio che ha dato i natali a questa splendida, infinita avventura. Ma Intanto Inca, immortalata sul piedistallo del nobile guanto aquila di Falcong, è già una star della youtube generation: attraverso l’ausilio di una telecamera d’eccezione, l’aquila reale si è trasformata in una macchina  perfetta nell’intraprendere l’abile gioco di sfruttamento delle correnti , regalando agli attoniti spettatori il celeberrimo volo dell’aquila, a picco sulle montagne incantate di Ladyhawke. Siete pronti a partire per la vostra prima wild experience? Falcong ha organizzato per voi “passeggiate wild” per scoprire i segreti dell’arte della falconeria. Potrete alloggiare nei pressi dei vicini borghi di Santo Stefano di Sessanio e Castel del Monte ed intraprendere il luculliano percorso enogastronomico alla scoperta delle lenticchie e dell’oro rosso per antonomasia: lo zafferanno di Navelli. Per i più intraprendenti, Giovanni Granati ha organizzato un vero e proprio “corso di addestramento alla falconeria”.

Per info e prenotazioni: 333.5345364 – www.falcong.it

Dal Munda alla Sharky Art Gallery: arte, voci e volti de L’Aquila Fenice

Per gli amanti dell’arte, dei musei, delle mostre personali o collettive non c’è nulla di più rigenerante di una passeggiata in centro storico,per un magico weekend alla scoperta di L’Aquila “immota manet”: l’inossidabile rapace d’asfalto dell’Abruzzo agit prop art. Lo splendido capoluogo abruzzese, quest’anno, è pronto ad accogliervi con “pittoresche ed edificanti” novità in campo artistico e culturale. Dopo il tragico evento del terremoto del 2009 L’Aquila riparte, e lo fa in grande stile, spalancando le porte dell’arte al mondo intero. Nasce il MUNDA (il Museo Nazionale d’Abruzzo).

MUNDA (Museo Nazionale d'Abruzzo)

MUNDA (Museo Nazionale d’Abruzzo)

Inaugurato nel dicembre del 2014, oggi rappresenta uno tra i più importanti musei d’Italia. Adibito a “gineceo culturale” all’interno del quartiere Borgo Rivera, il nuovo edificio troneggia di fronte al chiassoso rumore delle acque del monumento simbolo della città abruzzese: le 99 Cannelle. Un’apoteosi cromatica di arte, pittura ed archeologia che abbraccia una superficie di 2000 mq racchiusa in sei sale d’autore ; un microuniverso  culturale che, dal monumentale forte spagnolo del Castello Cinquecentesco,  in fase di restauro, è stato restituito alla città all’interno di una galleria tematica di inestimabile valore artistico e culturale. La prima sala è dedicata all’archeologia delle antiche civiltà Italiche: i Vestini.

Quest’area ospita anche gli ultimi reperti archeologici della vicina necropoli di Fossa. La seconda location è adibita all’esposizione di arte ed iconografia sacra. La terza e la quarta sala, invece, ripercorrono l’età angioina, tardo gotica e rinascimentale: attraverso le opere di esordio di Andrea De Litio, di Beffi e del suo famoso Trittico; e ancora, Giovanni di Biasuccio ed  i suoi celebri polittici, l’arte abruzzese rivive in tutto il suo splendore. Le ultime due sale, infine, sono dedicate ai Francescani e alle opere del Barocco Aquilano; i ritratti di San Bernardino da Siena e San Giovanni da Capestrano fanno da cornice alla creazione più importante di questo periodo storico: la Madonna col Bambino, opera in terracotta proveniente dalla vicina Basilica di Collemaggio. Negli ultimi mesi la città sembra brulicare cultura in ogni dove. Un nuovo e moderno filone di arte contemporanea sta prendendo piede all’interno del centro storico della città.  Un vero e proprio movimento culturale che, dal 23 Agosto scorso, può vantare una nuova location espositiva: la Sharky Art Gallery.

Nata da un’idea di Sara Cavallo, critico d’arte di origini aquilane,  la galleria sta già riscuotendo un enorme successo di pubblico e critica. Adibita ad esposizione e vendita di opere d’arte, la Sharky Art Gallery costituisce un nuovo e moderno polo di arte e cultura: un punto di incontro per artisti del calibro di Mimmo Emanuele, Giancarlo Ciccozzi, Giorgia Evangelista, Luciana Bizzoni ed altre eccellenze del panorama artistico e culturale aquilano. Ma L’Aquila è anche sinonimo di artigianato. Fiore all’occhiello di questo viaggio in terra di lupi, falchi e aquile è un singolare souvenir ,  gioiello dell’artigianato locale: l’antico Rosone di Collemaggio, ideato e plasmato dalle esperte mani del maestro orafo aquilano Sebastiano Cavallo. Esportato in tutto il mondo il rosone, e le sue camaleontiche trasformazioni in effervescenti e modaioli ciondoli pret a porter, rappresenta un’altra piccola vittoria di questa meravigliosa città, impegnata nella lunga sfida della rinascita culturale, sociale ed economica. L’Autunno è ormai alle porte: è tempo di weekend! L’Aquila d’asfalto vi aspetta per planare infiniti orizzonti attraverso lo sguardo acuto di Inca, la Reale Fenice dell’Abruzzo Wild.

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Annamaria Di Sibio

Passione e malinconia. Si, la vita è passione e malinconia; come l'estate e i rigidi inverni dell'anima, come la pioggia, con il suo triste e malinconico ticchettio, preludio alla primavera e poi l'estate, e ancora l'estate e l'eterna passione per la vita. Dura ma meravigliosa questa vita.Un dono inestimabile questa nostra esistenza: non siamo nati per sopravvivere, ma per vivere intensamente questo paradiso terrestre magicamente imperfetto che ci addestra leoni nella giungla d'asfalto della quotidianità. Cosa sarebbe la vita senza la malinconia? Che sapore avrebbe la felicità fine a se stessa, la gioia senza la soddisfazione del merito, della fatica, della sana competizione? Che sapore avrebbe una vita priva di coraggio, di lotta per la sopravvivenza e cosa sarebbe una vita senza ambizioni? Tristezza. Sarebbe insipida, inutile, sterile, frigida tristezza. Anche oggi la malinconia prende il sopravvento, mi lacera, mi incupisce, mi fa piangere. Io e la malinconia: amiche, compagne, sorelle. Abbiamo percorso lunghi sentieri, a volte tortuosi, a volte ripidi eppure siamo ancora qui, io e lei , a ridere delle paure del passato, a brindare alle vittorie ottenute, a benedire gli errori che ci hanno plasmato così come siamo adesso: vive, malinconicamente vive, magicamente noi, io e lei, la mia malinconia. La malinconia è donna, ne sono certa. Ha lunghi capelli nero corvino, proprio come i miei. Bussa ogni giorno alla mia porta per farmi compagnia, per ricordarmi che la fragilità è umana, che la tristezza e il dolore fanno parte della vita e che, senza di loro, non potrebbe esistere la felicità. Gioia e dolore: due facce della stessa medaglia, due modi di vivere e di pensare la vita. Si, la vita è ciò che pensiamo, è come la viviamo, è come la amiamo. La vita siamo noi. Questa sono io.