Natale: fuga dalla malinconia

Luci soffuse, calde atmosfere, tavole imbandite, torroni e regali. Il Natale si presenta così: un pacchetto preconfezionato da fiumi di bontà gratuita che la tradizione, ogni anno, ci ripropone come un antitetico “pandoro del riciclo”; sempre con lo stesso retorico format dall’accattivante carosello bianco gourmet: perché, è risaputo, “a Natale puoi”. Ed ecco che la bontà, distante anni luce dal misticismo cristiano ortodosso, si tinge del color rosso fuoco del profano e la vera tradizione si sposta in tavola, tra i banchetti della “Santa” vigilia fino all’irriverente e festaiolo Capodanno dai candidi fiocchi di neve artificiale che, copiosamente, imbandiscono moderne piste da sci immerse nei puntellati percorsi di luci dei mercatini. Così, il Bianco Natale si trasforma in una sagra da Cinepanettone, anche in termini di incassi ai botteghini. Eppure, in mezzo a tanto clamore, la malinconia rivendica un ruolo di tutto rispetto, e il clima paradisiaco delle feste finisce per trasformarsi in un asfissiante inferno da “arginare” con armi, bagagli e zero melodrammi. La suocera si riposerà, la nuora gioirà, il marito eviterà di trascorrere l’intera giornata in chat sullo smartphone nuovo di zecca e i regali rimarranno nell’armadio, in attesa dell’ennesimo riciclo natalizio. Niente più ansie da “Natale con i tuoi”, quest’anno, a spezzare l’ipocrita incantesimo della tradizione ci hanno pensato i tour operators e le loro stravaganti strategie antistress; ecco due proposte per trascorrere un “bianco” o un caldo Natale.

Dall’Europa all’ Asia: feste “comandate”, ferie boicottate

Natale: difficile sfuggire alla globalizzazione ma, con un pò di astuzia e senso pratico, anche tradizioni e contaminazioni natalizie potrebbero riservare piacevoli cambiamenti di rotta e di atmosfere. Per gli amanti delle temperature da brivido l’Europa riserva affascinanti sorprese. Se i rigidi venti siberiani non vi spaventano, San Pietroburgo potrebbe rappresentare la meta ideale per chi, come voi, è affetto dalla sindrome dell’anticonformismo e desidera sbarazzarsi dell’ingombrante peso di convenevoli copioni di un buonismo così ostentato da non offrire possibilità di scampo; tranne la fuga.
Nell’incantevole urbs di Pietro il Grande , la suggestiva “Venezia del Nord” – insignita, nel 2016, dell ‘ambito Word Travel Award, l’oscar del turismo – le moderne anime borderline potranno rigenerare i propri spiriti ribelli attraverso la “glaciale tempra” del monumentale Palazzo d’Inverno, capolavoro architettonico e dimora zarista della dinastia Romanov fino al 1917 ed oggi sede del grande Museo dell’Hermitage. vacanze natalizieNato per volere di Caterina la Grande, l’imponente struttura si ramifica in una “galleria architettonica” che, dal Palazzo di Cristallo , vede partorire altri quattro ginecei d’arte e cultura, per far fronte al copioso patrimonio artistico custodito all’interno di una delle “pinacoteche artistiche” più importanti al mondo. E così, insieme al Palazzo d’Inverno altri quattro edifici: il Piccolo, Grande, Nuovo Hermitage e il Teatro sembrano aver “cospirato” la gloria di un clamore che ha consacrato Sanpietroburgo città d’arte e cultura, attraverso il  prestigioso titolo -conferito alla città dall’UNESCO- di patrimonio culturale dell’umanità. Dai fasti architettonici dell’imponente stile barocco il museo si fregia, altresì, di capolavori d’arte e cultura firmati dagli artisti più celebri del panorama culturale mondiale: dal Beato Angelico a Caravaggio, Giorgione, Leonardo da Vinci e Tiziano vacanze nataliziefino alla scuola francese, spagnola e fiamminga di Monet, Picasso e Van Gogh. Inoltre il museo custodisce opere del “Pietro il Grande”, orgoglio nazionale del bel paese oltreconfine, l’italiano Pietro Bracci, celebre scultore, autore del Nettuno della Fontana di Trevi e del monumento a Benedetto XIV nella Basilica di San Pietro. Per gli amanti dell’ “arte sotto zero” il museo riserva la possibilità di evitare lunghe e glaciali liste d’attesa. E’ possibile prenotare on line, al costo di 17 euro, un tour speciale esibendo, oltre al biglietto, lo speciale pass del proprio passaporto. Il museo è aperto dalle 10,30 alle 17, 00, ed è chiuso il lunedì. Sul sito www.jetcost.it la compagnia aerea riserva un’offerta da prendere al volo: 65,00 euro tasse incluse.

Phuket: vacanze natalizie tra il sole ed il mare della “perla del Sud”

Per gli amanti del “brivido caldo” a Natale i tour operators, anche quest’anno, hanno in serbo scottanti promozioni in grado di sciogliere ansie e frustrazioni prenatalizie. Phuket, la più grande isola della Thailandia, è pronta ad accogliervi nel mare cristallino baciato dal caldo sole di una perenne estate tra baie, calette, scogliere granitiche e una fitta vegetazione che vi isolerà, per un pò, dal chiassoso clamore delle imminenti festività. Da Ottobre ad Aprile la stagione secca offre temperature ottimali per sbizzarrirsi in camaleontici percorsi all’insegna del divertimento allo stato puro: dalle immersioni allo snolkely, alla pesca d’altura fino Natale: fuga dalla malinconiaalle escursioni e alla movida notturna di Patong Beach, Kata e Karon. Una vacanza da sogno che potrebbe, tuttavia, tingersi dei caldi colori di un misticismo introspettivo all’interno del  tempio buddista per antonomasia: la maestosa e sublime statua del Grande Bhudda.Ma le sorprese non finiscono qui. Phuket riserva angoli di paradiso a prova di spie: lungo la baia di Phang Nga si trova l’isola di James Bond. Agenti 007 di tutto il mondo, siete pronti a boicottare il Natale? ”C’era un solo modo per combattere la noia: tirarsene fuori a forza” (James Bond).

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Annamaria Di Sibio

Passione e malinconia. Si, la vita è passione e malinconia; come l'estate e i rigidi inverni dell'anima, come la pioggia, con il suo triste e malinconico ticchettio, preludio alla primavera e poi l'estate, e ancora l'estate e l'eterna passione per la vita. Dura ma meravigliosa questa vita.Un dono inestimabile questa nostra esistenza: non siamo nati per sopravvivere, ma per vivere intensamente questo paradiso terrestre magicamente imperfetto che ci addestra leoni nella giungla d'asfalto della quotidianità. Cosa sarebbe la vita senza la malinconia? Che sapore avrebbe la felicità fine a se stessa, la gioia senza la soddisfazione del merito, della fatica, della sana competizione? Che sapore avrebbe una vita priva di coraggio, di lotta per la sopravvivenza e cosa sarebbe una vita senza ambizioni? Tristezza. Sarebbe insipida, inutile, sterile, frigida tristezza. Anche oggi la malinconia prende il sopravvento, mi lacera, mi incupisce, mi fa piangere. Io e la malinconia: amiche, compagne, sorelle. Abbiamo percorso lunghi sentieri, a volte tortuosi, a volte ripidi eppure siamo ancora qui, io e lei , a ridere delle paure del passato, a brindare alle vittorie ottenute, a benedire gli errori che ci hanno plasmato così come siamo adesso: vive, malinconicamente vive, magicamente noi, io e lei, la mia malinconia. La malinconia è donna, ne sono certa. Ha lunghi capelli nero corvino, proprio come i miei. Bussa ogni giorno alla mia porta per farmi compagnia, per ricordarmi che la fragilità è umana, che la tristezza e il dolore fanno parte della vita e che, senza di loro, non potrebbe esistere la felicità. Gioia e dolore: due facce della stessa medaglia, due modi di vivere e di pensare la vita. Si, la vita è ciò che pensiamo, è come la viviamo, è come la amiamo. La vita siamo noi. Questa sono io.