Trekking in Italia: dall’Abruzzo alla Puglia ecco le mete

Dopo le mete per il trekking all’estero ecco alcuni luoghi ideali per il trekking in Italia. E allora, cari esterofili amanti del trekking oltrefrontiera armatevi di zaini, sacchi a pelo, bastoni e buone scarpe perchè il made in Italy rivendica, oltre all’italico lessema “escursionismo”, panorami mozzafiato da percorrere su e giù per lo stivale alla scoperta di oasi sempreverdi da vivere, ammirare e respirare. Quarto massiccio montuoso dopo Gran Sasso, Maiella e Velino- Sirente, l’Appennino umbro-marchigiano dispiega sentieri inaspettati di una natura incontaminata che, attraverso la tridimensionalità di uno specchio riflesso artificiale, il lago di Fiastra, regala suggestivi scorci d’autore.
Un viaggio a tutto GAS, pronto a lasciare, più che il segno, l’impronta indelebile di un’avventura spettacolare all’interno del Parco Nazionale delle meraviglie. Acronimo di Grande Anello dei monti Sibillini, l’itinerario che vogliamo proporvi, il GAS, si snoda su una superficie di circa 124 Km: un circuito ad anello che, in soli otto giorni, vi condurrà alla scoperta di un paradiso montano ricco di storia, arte e cultura.
Un percorso che si sviluppa in otto itinerari da esplorare a piedi, in mountain bike, in moto oppure a cavallo di mansueti muli, per rivivere transumanze moderne in bucoliche oasi calcaree. Visso- Cupi; Cupi-Fiastra; Fiastra- Garulla; Garulla- Rubbiano; Rubbiano- Colle di Montegallo; Colle di Montegallo- Colle Le Cese; Colle Le Cese- Campi Vecchio; Campi Vecchio- Visso: sono queste le tappe da scalare in uno slalom speciale da mille e un puntello.

Trekking in Italia- A piedi da Roma a Santa Maria di Leuca :
La via Francigena del Sud

Ponte tra oriente ed occidente, le vie Francigene del sud uniscono cristianesimo a paganesimo, età antica a Medioevo. Con il termine trekking in Italia“via Francigena” si indica una serie di strade, primarie e secondarie, che dall’Europa centrale, e in particolare dalla Francia, giungevano a Roma, per poi dirigersi a Gerusalemme o a Santiago di Campostela. Tra tratturi, templi pagani, passaggi montani, antiche cattedrali, questi rudimentali percorsi hanno da sempre affascinato pellegrini alla ricerca di oasi di spiritualità e meditazione. Vogliamo proporvi questo itinerario in una veste del tutto nuova, a piedi o in compagnia della vostra scintillante mountain bike, alla scoperta delle meraviglie archeologiche del Bel Paese. Potrete dormire all’interno di conventi e parrocchie o in ostelli del pellegrino. Settecento chilometri di storia da percorrere sugli antichi tracciati dell’Appia Nuova ed Antica. Tra reperti archeologici di arte romana ed etrusca, questo suggestivo itinerario ci condurrà fino a Santa Maria di Leuca. Un percorso che si snoda in numerose tappe attraversando le principali regioni del Meridione: Lazio, Campania, Puglia e, infine, il Salento. E’ qui che storia e cultura rivivono tra superstizione, riti scaramantici, balli, musica, arte. Un territorio lambito da un secolare passato racchiuso all’interno di “preistoriche caverne” arroccate come scogli in mezzo al mare.  Veri e propri mausolei calcarei come la grotta di San Ermete,  risalente al neolitico o la Grotta Febbraro,  sito speleologico di grande interesse storico -culturale. Per informazioni e prenotazioni consultate il sito: www.nelsalento.com

L’Abruzzo e i tratturi della transumanza

“Settembre andiamo. E’ tempo di migrare.
Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori
Lascian gli stazzi e vanno verso il mare”.
(da”I Pastori” – Gabriele D’Annunzio).

Un’oasi bucolica nascosta nell’entroterra abruzzese. Il nostro viaggio inizia qui; alla scoperta dell’Italia centrale dei parchi nazionali, dei tratturi e del Gran Sasso delle meraviglie: una terra magica, ricca di storia e tradizioni da percorrere “sulle vestigia degli antichi padri”, lungo storici tratturi che, dall’Abruzzo, ci guideranno alla scoperta di un’altra splendida regione: la Puglia.
Seguendo le orme dell’antica transumanza verticale iniziamo il nostro avventuroso percorso dalla piana di Campo Imperatore . E’ qui che la natura incontaminata esplode di colori e vegetazione: graminacee e leguminose mimetizzano greggi e pastori. Un viaggio che si traduce anche in un percorso di gusto alla scoperta delle antiche tradizioni culinarie abruzzesi. Tra queste, la leggendaria “merenda del pastore”: pane e formaggio pecorino oppure crostini fusi al famoso canestrato di Castel del Monte.
Dopo questa pausa di “riconciliazione” è arrivato il momento di migrare sulle strade più antiche d’Italia. Impossibile iniziare questo viaggio senza il “rito propiziatorio” della Perdonanza Celestiniana, per esorcizzare ansie e paure ed intraprendere la via degli

Campo Imperatore-Gran Sasso

Campo Imperatore-Gran Sasso

antichi tratturi.
Costruite dai Sanniti e dai Romani questi rudimentali tracciati, costituiti da sassi e terra battuta, hanno segnato la storia di una cultura dedita alla pastorizia e alla transumanza. Uno stile di vita errante che che sconfinava in interessanti possibilità di socializzazione e comunicazione tra popoli geograficamente distanti tra loro. Lungo questi storici tragitti, totem di un lungo percorso di vita, ci si imbatte in antichi fontanili, rifugi costruiti dai pastori, abbeveratoi, piccole chiese di montagna.
Iniziamo questo viaggio partendo da Pescasseroli nell’oasi bucolica del Parco Nazionale d’Abruzzo.

 

Il tratturo Pescasseroli – Candela

E’ a Pescasseroli che i pastori radunavano le greggi e si mettevano in viaggio verso il più mite tavoliere delle Puglie. Ad attenderli,

Val Fondillo

Val Fondillo

lunghi mesi di solitudine lontani da mogli, figli e parenti. Tra le tappe più suggestive, la Val Fondillo e il sentiero che conduce alla Vetta del Marsicano meritano una menzione speciale. Lungo questi percorsi è facile imbattersi in frugali rifugi di occasione ricavati da rocce o costruiti dai pastori con pietre trovate nei boschi. Questo antico tratturo, che dalla riserva integrale della Camosciara conduce fino a Civitella Alfedena è il percorso ideale per gli amanti del trekking e dei paesaggi mozzafiato immersi nella natura incontaminata. Se non resistete al fascino degli antichi borghi suggeriamo di fare una piccola deviazione a Scanno e, oltre ad ammirare il romantico lago a forma di cuore, potrete immergervi nella storia dell’arte e dell’artigianato locale. Leader nel settore orafo e famoso in tutto il mondo per la produzione di filigrana, l’antico borgo non vi deluderà. Tra viuzze, sentieri arroccati tra oasi a strapiombo sul lago il tour campestre rischia di trasformarsi in un piccolo giro di valzer tra le caratteristiche botteghe di artigianato locale. Tra pizzi e tomboli resterete sicuramente ammaliati dal gioiello abruzzese per antonomasia: la Presentosa che da Scanno è stata, in seguito, immortalata tra le pagine del grande Vate Gabriele D’annunzio nel suo celebre “Trionfo della morte”. “Portava agli orecchi due grevi cerchi d’oro e sul petto la presentosa: una grande stella di filigrana con in mezzo due cuori”.

 

Il Cammino dei Briganti

Tra la Marsica abruzzese e il Cicolano laziale, il cammino dei briganti percorre l’antica linea di confine tra Stato Pontificio e Regno delle due Sicilie. Questa antica via si sviluppa su una lunghezza di circa 100 km: un percorso di sette giorni tra boschi e montagne sulle tracce dei briganti della Banda di Cartone. Contrariamente all’immaginario comune, che è solito attribuire al termine brigante un’accezione negativa, questa banda di spiriti liberi era in realtà una sorta di gruppo di partigiani clandestini in perenne lotta con un potere tiranno e vessatorio. Il cammino dei Briganti si articola in sette tappe, corrispondeni a sette giorni di viaggio. Per gli amanti del trekking non resta che seguire alla lettera il programma che, attraverso l’ausilio di guide turistiche esperte e competenti, abbiamo deciso di sintetizzare in questa piccola rubrica vademecum.
Il percorso parte da Sante Marie, un paesino nei pressi di Tagliacozzo, e prosegue fino a Valdevarri e Nesce, nel Lazio. Questo tour ad anello prevede un ritorno in Abruzzo attraverso cinque tappe: Cartore, Santa Maria in Valle, Rosciolo,

trekking in Italia

Tagliacozzo

Magliano de’ Marsi, Casale le Crete e poi, di nuovo, a Sante Marie. Il cammino è percorribile anche in mountain bike (sul sito “camminodeibrigati.com sono disponibili le tracce GPS con partenza da Scurcula Marsicana/Casale Le Crete) oppure a cavallo di muli ed asini ( sul sito è possibile fare le prenotazioni con guida turistica).
“Potete chiamarli briganti ma combattono sotto la loro bandiera nazionale. Potete chiamarli briganti ma i padri di quei briganti hanno riportato due volte i Borboni sul trono di Napoli. E’ possibile, come il mal governo vuol far credere, che 1500 uomini comandati da due o tre vagabondi tengano testa ad un esercito regolare di 120 mila uomini? Ho visto una città di 5 mila abitanti completamente rasa al suolo e non dai briganti.” (G. Ferrari).

 

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Annamaria Di Sibio

Passione e malinconia. Si, la vita è passione e malinconia; come l'estate e i rigidi inverni dell'anima, come la pioggia, con il suo triste e malinconico ticchettio, preludio alla primavera e poi l'estate, e ancora l'estate e l'eterna passione per la vita. Dura ma meravigliosa questa vita.Un dono inestimabile questa nostra esistenza: non siamo nati per sopravvivere, ma per vivere intensamente questo paradiso terrestre magicamente imperfetto che ci addestra leoni nella giungla d'asfalto della quotidianità. Cosa sarebbe la vita senza la malinconia? Che sapore avrebbe la felicità fine a se stessa, la gioia senza la soddisfazione del merito, della fatica, della sana competizione? Che sapore avrebbe una vita priva di coraggio, di lotta per la sopravvivenza e cosa sarebbe una vita senza ambizioni? Tristezza. Sarebbe insipida, inutile, sterile, frigida tristezza. Anche oggi la malinconia prende il sopravvento, mi lacera, mi incupisce, mi fa piangere. Io e la malinconia: amiche, compagne, sorelle. Abbiamo percorso lunghi sentieri, a volte tortuosi, a volte ripidi eppure siamo ancora qui, io e lei , a ridere delle paure del passato, a brindare alle vittorie ottenute, a benedire gli errori che ci hanno plasmato così come siamo adesso: vive, malinconicamente vive, magicamente noi, io e lei, la mia malinconia. La malinconia è donna, ne sono certa. Ha lunghi capelli nero corvino, proprio come i miei. Bussa ogni giorno alla mia porta per farmi compagnia, per ricordarmi che la fragilità è umana, che la tristezza e il dolore fanno parte della vita e che, senza di loro, non potrebbe esistere la felicità. Gioia e dolore: due facce della stessa medaglia, due modi di vivere e di pensare la vita. Si, la vita è ciò che pensiamo, è come la viviamo, è come la amiamo. La vita siamo noi. Questa sono io.