L’indomito popolo dei Masai, i “re” della Tanzania

Nel cuore della Tanzania, tra antiche tradizioni, indomite culture e pittoreschi costumi, vive il popolo dei Masai. Lontano anni luce da qualsivoglia contesto urbano, questa tribù africana è strettamente ancorata alla propria cultura di appartenenza, a partire dai riti fino alle prove che ciascun Masai deve superare. Questa civiltà non si è mai diversificata dai gruppi dei loro antenati, sia per i costumi che per lo stile di vita selvaggio e libero da qualsiasi pregiudizio.

Alti, snelli e dal portamento regale, i Masai indossano lunghi tessuti drappeggiati con il volto adorno di enormi collane e grossi orecchini, simbolo di appartenenza alla propria civiltà. A definire il ruolo sociale ricoperto da ciascun Masai è la grandezza del bestiame posseduto, grazie a questo non solo si può essere definiti “benestanti” o meno, ma si possono esigere una o più mogli, per elevare il proprio ruolo sociale all’interno della tribù.

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Riti e Cerimonie

Con i loro animi inquieti, autentico riflesso di quelle terre incontaminate, i giovani Masai si sottopongono a prove ardue e dolorose, per ricoprire il rispettato ruolo di “moran” (guerrieri). I grandi buchi sulla parte della cartilagine dell’orecchio fanno parte delle prove fisiche, come anche i marchi da fuoco ben visibili sulle guance e la mancanza di due denti inferiori. A seguito di queste prove, svoltesi con diversi riti e cerimonie, i giovani Masai dovranno vivere nella foresta per un mese cavandosela da soli. Una volta tornati nella loro tribù, potranno definirsi guerrieri e iniziare ad avere il loro bestiame, di cui si occuperanno quotidianamente nelle varie fasi della giornata, scandite dalle sfumature del crepuscolo mattutino fino all’imbrunire del cielo. Infine, per compiere l’ultimo passo verso la maturità, i Masai dovranno aspettare il compimento dei 30 anni che permetterà loro di sposarsi, affinché possano ricoprire un ruolo di tutto rispetto nella società e accrescere la propria mandria.

 

 

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Il futuro dei Masai

Ad oggi alcune tribù dei Masai stanno scomparendo rapidamente e, insieme ad esse, le loro usanze, le cerimonie e le antiche tradizioni. Una tribù indomita, libera, che negli ultimi tempi viene sempre più sopraffatta da gravi difficoltà di sopravvivenza, causate da uno dei problemi ambientali più gravi del nostro tempo: la desertificazione, ossia l’impoverimento del suolo. Ma nonostante sia uno tra i problemi fortemente diffuso in tutto il mondo, il forte impatto su una tribù come quella dei Masai, non può essere paragonabile a quello di altre civiltà. Se infatti nella parte settentrionale del mondo si possono facilmente sostituire le risorse primarie attraverso lo scambio di risorse con altri paesi, al contrario i Masai dipendendo direttamente dalle proprie terre, diventando così profughi ambientali, afflitti sempre più dal problema della povertà. Questo porta le tribù Masai a vendere il bestiame per far fronte alla siccità e alle condizioni economiche e, benchè i Masai siano fortemente restii a qualsivoglia civilizzazione, sono oggi costretti a recarsi nelle cittadine dove, oltre alla difficoltà di farsi spazio in quelle terre domate, ritrovano quegli stessi problemi che affliggono ogni popolazione industrializzata. La speranza ad oggi è che lo sguardo possa essere rivolto verso questo popolo, affinché si possa arginare un problema che, con l’andare del tempo, comprometterà sempre più l’esistenza dei Masai, guerrieri inquieti e padroni di quelle terre incontaminate e inesplorate molto più di noi.

 

 

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Valeria Santarelli

Classe 1994, nasce sotto il segno del Leone di cui rispecchia i pregi ma anche i difetti: vede il mondo in bianco o in nero, in sintesi non la vedrete mai vestita di grigio! A breve laureata in Lettere, da sempre appassionata di libri, cinema e scrittura, ha le idee molto chiare su quello che farà in futuro e spera di vederle realizzate. Follemente attratta dalle cose belle della vita, sogna di viaggiare in tutto il mondo e di potersi definire giornalista un giorno.